lunedì, Giugno 17, 2024
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    Petraz: Resto al sud, l’Intervista.

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    È uscito da poco il nuovo EP di Petraz intitolato “Resto al Sud”, un progetto che segna il debutto ufficiale del giovane rapper di Acerra classe 2001. Disponibile dal 31 maggio su tutte le piattaforme digitali, “Resto al Sud” rappresenta un punto di svolta nella carriera di Petraz, che con questo lavoro dimostra la sua capacità di fondere testi profondi e personali con sonorità innovative.

    Petraz Resto al Sud cover

    Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lui per scoprire di più sul suo percorso artistico, le sue influenze, le collaborazioni e i suoi progetti futuri. Ecco cosa ci ha raccontato.

    Intervista a Petraz

    Resto al Sud” è il tuo debutto ufficiale. Quali sono le tue aspettative per questo EP e come speri che venga ricevuto dal pubblico e dalla critica?

    In realtà non ho grandi aspettative perché guardo questo progetto come un lavoro di presentazione, mi aspetto principalmente che le persone capiscano che direzione ha preso il mio percorso e che possa essere un prodotto valido nel mio storico personale.

    Sei accompagnato dal produttore Draiy in questo EP. Com’è nata la vostra collaborazione e come ha contribuito al suono del progetto

    Conosco Draiy da anni in realtà ma abbiamo legato molto l’estate scorsa. Diciamo che questo ep è la dimostrazione che siamo cresciuti insieme, Vediamo un brano nostro come una vetrina per entrambi e quindi la sua opinione è fondamentale quanto la mia per la buona riuscita dei brani.

    Hai un legame speciale con la scena musicale del sud Italia. Come vedi il futuro del rap nella tua regione e quale ruolo vorresti avere in esso?

    Io credo che tra qualche anno la scena busserà alle porte di Acerra perché abbiamo un organico di artisti impressionante, tanta varietà di genere e tanto spessore non credo di averlo visto da altre parti. Io sto procedendo step by step, tra qualche anno sicuramente vorrei poter suonare la mia roba in giro per l’italia, oltre lasciare qualche prod a qualche artista che stimo.

    Ci sono artisti, italiani o internazionali, che ammiri particolarmente e che hanno avuto un impatto significativo sulla tua musica?

    Ti sono sincero non ho una reference in particolare, sicuramente nella mia vita mi sono soffermato sulla visione di Kanye, sulle barre di Joey Badass e sullo stile di ASAP Rocky nel dirti le cose. In italia invece credo che i Co’Sang siano ancora oggi un gradino sopra tutti e non so se mai riusciranno ad essere sorpassati.

    Se potessi scegliere un artista con cui collaborare in futuro, chi sarebbe e perché?

    Italiano sceglierei uno tra Geolier, Luchè o Jack the Smoker. I primi due perché per me come per Napoli sono la storia. Jack the Smoker perché è uno dei più forti in italia a rappare al momento.

    Nel tuo percorso artistico, c’è stato un album o un brano in particolare che ti ha ispirato e che consideri fondamentale per la tua crescita come rapper e produttore?

    Un album che mi ha segnato da piccolo sicuramente è stato Malammore. Per quanto riguarda la sfera da produttore ho cominciato a capire molte cose approfondendo Vita Bona.

    Il rap del sud Italia ha una forte identità e presenza. Come pensi di inserirti e distinguerti all’interno di questa scena?

    Io credo che nel rap come in qualsiasi cosa il posto c’è sempre, devi essere sempre tu a saperlo guadagnare col tempo e con la costanza nel fare le cose. Ho ancora molto da imparare, però credo sia questa mia consapevolezza a potermi distinguere col tempo perché mi consente, quando c’è bisogno, di tenermi coi piedi per terra. Credo un giorno possa distinguermi anche con le produzioni, il mio sogno sarebbe arrivare alla consapevolezza di riuscire a fare un disco tutto prodotto da me.

    Guardando al futuro, quali sono i tuoi prossimi obiettivi artistici e cosa possiamo aspettarci da Petraz dopo l’uscita di questo EP?

    Sicuramente adesso non è concesso fermarsi, mi farebbe piacere poter suonare il mio EP in giro per questo paio di mesi in modo da ricaricare le pile. Io sono una persona che lavora molto in ottica futura. Ho già il nome del prossimo progetto e le bozze delle prossime uscite quindi tenetevi pronti che non è concesso uno stop adesso.

    Infine, c’è qualcosa che vorresti dire ai tuoi fan e a chi ascolterà il tuo EP per la prima volta?

    Io in realtà sono una persona di poche parole, ho sempre fatto parlare la musica al posto mio, quindi quello che posso dire a chi ascolta il mio ep è di sentirsi come se mi stessi presentando a lui per come sono, senza barriere, senza limiti. Spero molti ragazzi possano sentirsi rappresentati da quello che ho scritto, questo per me sarebbe già un sogno.

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    Robert M. Generi
    Robert M. Generi
    Chiamami Rob! Sono metà statunitense, metà emiliano, cresciuto tra Seattle e Bologna. Appassionato di football (quello americano! :D), soprattutto tifo per i Seattle Seahawks. Amo la musica di ogni genere, ma il rap italiano mi ha rubato il cuore, spingendomi a scrivere per un magazine italiano. La lingua italiana mi fa impazzire, e cerco di mescolare le mie influenze tra le due culture nella mia scrittura. Stay tuned per scoprire di più sul mio viaggio!

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