domenica, Giugno 16, 2024
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    Danomay: La musica come introspezione in “Solo l’anima”, l’intervista.

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    È uscito il nuovo album di Danomay, “Solo l’anima”, che segna una fusione di rap e cantautorato. Questo disco, prodotto da Filippo Scandroglio, esplora l’essenza della maturità e dell’introspezione, raccontando il passaggio dei vent’anni.

    Danomay Solo l'Anima

    Abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Danomay per approfondire il suo processo creativo, le influenze dietro l’album e il messaggio che vuole trasmettere ai suoi ascoltatori.

    Danomay: l’intervista.

    Iniziamo con il titolo del tuo album “Solo l’anima”. Cosa rappresenta per te e quale messaggio vuoi trasmettere ai tuoi ascoltatori?

    “Solo l’anima” come titolo ha più letture. L’ho scelto, appunto, perché lo reputo evocativo. Per me significa ritornare all’essenza perché è quella che veramente rimane anche dopo di noi. Togliere il superfluo fin quando non rimane solo l’anima.

    Hai descritto “Solo l’anima” come un album che racconta l’attraversamento dei 20 anni da un punto di vista introspettivo. Quali sono state le esperienze o i momenti chiave che hanno ispirato questo lavoro?

    Ho iniziato a scriverlo a 26 anni e ho finito a 30. Nel frattempo ho cambiato tre città e vissuto più fasi. Grosseto, Roma e Milano hanno giocato ognuna un ruolo nella mia vita che poi è confluito nel racconto del disco. I momenti verranno percepiti ascoltandolo, e spero soprattutto che possa avere dentro una componente generazionale e cioè che non racconti solo la mia vita ma quella di molte persone della mia età.

    La fusione tra rap e cantautorato è un elemento distintivo del tuo stile. Come è nato questo connubio e quali sono le influenze che hanno guidato questa scelta artistica?

    Dai 13 ai 18 anni ho ascoltato ogni tipo di rap studiando come fossi in un monastero. Da lì ho sentito il bisogno di ascoltare anche altra musica. Quindi la stessa ossessione per il rap non è finita ma si è estesa a tanti altri generi.

    Il tuo album è prodotto da Filippo Scandroglio, chitarrista della band del cantautore Lucio Corsi. Com’è stato lavorare con lui e in che modo ha contribuito a modellare il suono del disco?

    Ho cercato Filippo proprio perché viene da un mondo musicale diverso e volevo contaminare il mio suono. Abbiamo unito i gusti così come abbiamo unito le tecniche. Io portavo la mia visione, lui la sua e ci aiutavamo a coltivare qualcosa che per noi è in qualche modo diverso dalla maggior parte delle uscite di oggi. Niente di fenomenale, semplicemente un gusto nostro.

    Danomay 2024

    In “Luci Spente” dici “Se stai guardando nello specchio quello è l’uomo da battere”. Quanto è importante per te il confronto con te stesso nella tua crescita personale e artistica?

    Il mio obiettivo è crescere. Per farlo ho capito che il confronto che ti serve di più è quello con te stesso. Nella musica ci si paragona spesso agli altri e io so cosa fanno gli altri ma non mi voglio più paragonare. Gli altri fanno questo, fanno quello, fanno quei numeri, fanno quei live, certo ma non fanno me. Quello lo faccio io.

    Parlando della tua discografia precedente, come vedi l’evoluzione dal tuo EP di esordio “Radioshine” fino a “Solo l’anima”?

    Ne sono felice. Ho fatto uscire quell’EP e poi diversi singoli ma non ero mai uscito con un album. Quando lo ascolto sento che dentro ci sono quelle radici più forti che mai e da quelle parti qualche ramo con la voglia di andare a toccare qualcosa di nuovo. È ciò che intendo per libertà.

    Cosa speri che gli ascoltatori portino via dall’ascolto di “Solo l’anima”?

    Per prima cosa la voglia di un secondo ascolto. Nel tempo, la mia speranza è che questo modo di fare apra alcune piccole porte e rassicuri chi vuole provare ad allontanarsi dal format del rap italiano per far uscire la propria identità con tutte le imperfezioni e le peculiarità.

    Credi che la maturità e la profondità siano elementi chiave per portare il rap italiano a un altro livello. Quali artisti secondo te stanno già andando in questa direzione?

    Secondo me il rap ha un solo elemento imprescindibile che è l’autenticità. La cosa veramente importante è non nascondersi dietro l’identità di chi già ce l’ha fatta cercando di emulare una formula di successo. Ci sono stati, ci sono e ci saranno artisti che lo faranno. Abbiamo bisogno di dischi che, oltre a esser ben fatti, abbiano anche un senso. Quando dico un senso intendo il senso di esistere e non soltanto un senso per il mercato discografico.

    Hai detto che c’è bisogno di dare dignità al rapper in quanto scrittore e musicista. Cosa consiglieresti ai giovani artisti che vogliono seguire questa strada?

    Seguire l’istinto da un lato e fare ricerca dall’altro. Ascoltare, imparare e confrontarsi è fondamentale per creare dei binari forti e avere anche l’elasticità per aprire la mente. Quando c’è una sicurezza su quale direzione prendere allora poi lasciare spazio all’istinto e non avere paura di fare qualcosa che sia poco inquadrabile o addirittura contro corrente.

    Nel 2022 hai anche scritto e interpretato due brani per la colonna sonora del docufilm su Kobe Bryant “Kobe – Una storia italiana”. Come ti sei avvicinato a questo progetto e che esperienza è stata per te lavorare su un tema così iconico?

    Matteo Curallo stava curando le musiche e mi ha proposto di scrivere un brano. Poi sono diventati due. È stata una responsabilità immensa. La vera sfida è far quadrare l’intenzione del regista, il taglio della sceneggiatura e ovviamente la vita di Kobe condensando in qualcosa di giusto per accompagnare le immagini. Non si deve solo scrivere un pezzo su quel tema ma entrare davvero dentro il film e lavorare di squadra.

    Hai qualche rito o abitudine particolare quando componi o registri la tua musica?

    Ho scritto e scrivo ancora moltissimo in movimento, mentre cammino, corro o vado in bicicletta. È come se il movimento mi facesse entrare in una corsia preferenziale dei miei pensieri.

    Infine, dove possiamo seguirti e ascoltare la tua musica? Puoi condividere qualche link ufficiale?

    Qua trovate tutti i link delle piattaforme per ascoltare il disco: https://links.altafonte.com/2xrv3v3

    Questo è il mio instagram: https://www.instagram.com/danomay.z/

    Stefano Tosoni
    Stefano Tosonihttp://www.hiphopstarztour.com
    Founder of Hiphopstarztour.com - Nato nella Milano periferica sul finire degli anni '80, ho abbracciato il rap a 14 anni. Viaggiatore del mondo, vivo scrivendo di musica. Dopo 20 anni, il rap resta il mio primo amore, ma ho coltivato una passione crescente anche per il soul, il funk e le loro varie sfumature.

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