martedì, Luglio 16, 2024
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    GANOONA, tra un tacos e una jam ci racconta il nuovo singolo “Mariachi”. L’intervista. 

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    Mariachi” è il nuovo singolo dell’artista italo messicano Ganoona, pubblicato lo scorso 10 gennaio da Color Sound Indie / Ingrooves. Un viaggio attraverso classiche sonorità latine, ma con una visione urban contemporanea. Ad accompagnarlo in questo viaggio il producer ilromantico, che assieme a lui ha cucinato campionamenti di canti tradizionali degli indigeni centro-americani, trombe e la tipica ritmica in levare latina, arricchite da una sfumatura di cumbia. Cosa bolle nella pentola del musicista, che si occupa appunto anche di cucina, ce lo racconta in questa intervista.

    Pariamo dal tuo nome d’arte, Ganoona. Che cosa significa?

    Viene dal Libro “Amore a Venezia, morte a Varanasi” di Geoff Dyer. Il nome di questo personaggio mi ha scelto da ragazzino quando ho letto il libro ed è una sorta di alter ego mistico del protagonista.

    Vivi a Milano e ti presenti come italo messicano. Raccontaci della tua provenienza…

    Sono nato a Milano da padre messicano e madre italiana. Ho sempre frequentato molto il Messico fin da bambino con la famiglia quasi ogni anno. Poi da grande ho sempre tenuto vivo il legame sia con la famiglia, sia con la scena musicale e i miei amici messicani. Ho avuto anche il piacere di suonare molte volte sia nella capitale che girando per i club del centro/sud. Un altro modo di tenere vivo il legame è la cucina. Mi occupo anche di cucina italo-messicana al LAC di Milano, ma questa è un’altra storia. 

    Come sei venuto in contatto con il mondo urban Hip-Hop?

    Da piccolissimo con i dischi di Eminem. Poi ho scoperto il rap italiano nel periodo Dogo – Fibra e ho iniziato a frequentare le jam e le battle milanesi. La mia prima esperienza in studio di registrazione è stata con Bassi Maestro, che mi ha insegnato come si lavorano in studio le voci e mi ha dato fiducia. 

    Dai primi singoli all’album “Malegria” del 2021, fino all’ultimo “Mariachi”. Come si è evoluta la tua musica?

    La mia musica mi assomiglia sempre di più. Credo che in sintesi sia questa l’evoluzione. In più ho iniziato a produrre i miei brani, facendo ricerca sui sample, creando un sound che sia sempre più “mio” e riconoscibile.

    Spesso si associa la musica latin a qualcosa di sfacciatamente commerciale. Pensiero che non rende giustizia a progetti di spessore come il tuo. Che ne pensi?

    Più che commerciale forse si pensa subito a qualcosa di plasticoso e di poco “sincero”. Purtroppo, la musica latina che arriva qua è quella più inflazionata e spesso banale, e quella che viene prodotta in Italia è spesso priva di spessore, anche a livello di sound, ed è la copia venuta male di quello che fanno a Puerto Rico. Faccio quello che faccio anche per provare a dimostrare che può esistere una musica latino-italiana di qualità.

    Secondo te, qual è l’identikit del tuo pubblico tipo?

    Credo che il mio pubblico tipo sia molto vario. Con “Mariachi” credevo di perdere qualche ascoltatore che mi ha conosciuto in periodi più pop. Invece non è successo. Sia per età che per gusti chi mi ascolta è veramente gente diversa, forse l’unica cosa in comune è un certo livello di sensibilità per prestare attenzione anche ai testi.

    Come hai scelto la coproduzione de ilromantico per il tuo ultimo lavoro?

    Ci eravamo già beccati diverse volte in studio. Avevamo già fatto cose che non sono mai uscite, ma abbiamo sempre avuto gusti comuni e un approccio simile, quindi quando si è trattato di finalizzare la produzione di “Mariachi” ho pensato subito a lui. 

    Ganoona

    Per il futuro pensi a qualche nuova sperimentazione musicale oppure proseguirai con questo mood?

    Penso di approfondire questo mood, sperimentare ma con un baricentro fisso che sono l’urban e il mondo latino a 360°, non solo reggaetton o dembow. 

    Relativamente alla scena italiana, c’è qualche artista latin-urban che rientra nei tuoi gusti?

    Apprezzo Nacho Tranquilo. Sicuramente ci saranno altri artisti underground forti ma non li conosco. Diciamo che non esiste una vera e propria scena latin in Italia, forse è il momento di crearla e di fare fronte comune. 

    E segui anche la scena messicana?

    Due rapper messicani che spaccano sono Aleman, e Snow da Product. Entrambi hanno collaborato con Bizarrap. Ecco lui sta facendo un lavoro assurdo per portare su artisti latini e farli conoscere in tutto il mondo. Ci servirebbe un Bizarrap italiano. 

    Ganoona

    Sappiamo che ti occupi anche di food? Come coniughi queste passioni tra musica e cibo?

    Sono due facce della stessa medaglia, due modi per comunicare la mia visione e il mio punto di vista “meticcio”. Amo cucinare da sempre, ed essendo un ansioso tormentato quando cucino è l’unico momento in cui smetto di pensare. Al LAC di Milano faccio lezioni di cucina italo-messicana, anzi, venite a cucinare dei tacos di guancia che vi ricorderete.

    Sarebbe interessante ideare un live con uno show cooking. Non dire che non ci avevi mai pensato…

    In effetti io e il mio team stiamo pensando ad un’idea simile… Restate connessi che ci saranno novità.

    Hai partecipato a Sanremo Giovani, la band italiana più famosa del mondo oggi proviene da un talent. Qual è la tua posizione a riguardo?

    I talent in generale sono ormai una realtà, un modo per emergere. Ce ne sono altri, non è sicuramente l’unico modo. Tempo fa avevo un’opinione più “talebana”, ma poi bisogna confrontarsi con la realtà. Detto ciò, non so ad oggi se farei un talent, ma ogni artista ed ogni percorso è diverso.

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