giovedì, Luglio 7, 2022
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    L’Elfo è “Milord” nel suo nuovo EP.

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    L’Elfo esce oggi con “Milord”: il nuovo EP dell’artista catanese, fuori su tutte le piattaforme di streaming per Magnitudo (powered by Time Records).

    Un disco raccontato nel tempo da sette puntate: piccoli episodi come una sorta breve serie TV in cui L’Elfo si confronta con i legami, i sentimenti e le sfaccettature dell’amore. L’amore: una tematica che, sia per se stesso che nei confronti di una donna, o di un elemento importante della sua vita – come la musica – è allo stesso tempo luce e buio, condanna e speranza.

    E proprio per questo, HHST gli ha fatto qualche domanda per addentrarsi con lui in questo viaggio di sette tappe.

    “Milord” non è stato un disco come gli altri per te, o sbaglio? Snocciola alcune delle sfaccettature dell’amore: non solo racconta alcuni momenti-fasi di un rapporto ma anche la relazione che tu hai (o hai avuto sino ad ora) con te stesso.

    Esatto. È la prima volta che mi dedico ad un progetto di esplorazione così intima e profonda. Infatti lo definirei sia come un racconto di me stesso nei rapporti sentimentali ma anche come autocritica: un po’ come se il problema ad epilogo negativo, che sia in una storia o in altre situazioni, fossi solamente io.

    Perché Milord? Mi incuriosisce molto il titolo dell’EP. Cosa ti ha affascinato del personaggio di Sailor Moon e che tipo di caratteristiche in cui ti rivedi o meno riporta?

    Ho voluto giocare tanto sulla figura di Milord, il “principe” che cerca di proteggere Salir Moon in ogni occasione. In un certo senso mi sono rivisto molto in lui: cerco sempre di protegge e prendermi cura, a modo mio, delle ragazze con cui sto o sono stato. Infatti l’immaginario a cui mi sono ispirato richiama molto il modo di rappresentare l’amore e i rapporti in generale nella cultura manga e dei cartoon.

    L’uscita del disco è stata anticipata da una miniserie di sette episodi video sul tubo. Possiamo definirli come una sorta di trailer ad un nuovo capitolo della saga della tua vita? Cosa ti ha portato a scegliere questo tipo di “strategia” di storytelling di “Milord”?

    Milord è un progetto a sé: inizia e finisce. Non è un viaggio che porterà ad altro, semplicemente questo disco andava fatto così. Ho voluto raccontare le tracce in sette puntate perché ciascun brano-episodio era collegato al precedente e al successivo con il tema dell’impossibilità di e in un rapporto. Abbiamo infatti pensato a ciascun video come a sette diversi appuntamenti con ragazze altrettanto diverse tra loro.

    Ho sentito richiami al mondo soul, molto lo-fi ma anche del pop-punk. “Uzi” è curiosa perché è come se fosse la hit del disco ma in chiave punk, che per natura incarna un po’ l’idea dell’anti-mainstream. Ci racconti un po’ com’è nato il pezzo?

    Sono cresciuto negli anni di MTV. Ho sempre amato la musica, sin da quando ero piccolo. Ma MTV aveva portato ad un’influenza globale su tantissimi generi diversi. Ho adorato il rap da subito ma ammetto di essere stato affascinato dalle atmosfere pop-punk (un po’ soundtrack “American Pie” / college). Quindi fare un pezzo come “Usi” è stato un po’ come coronare un sogno che avevo sin da bambino. Il brano del cazzeggio che però hai nel cassetto da una vita.

    Come è stato lavorare ad un disco così intimo insieme ad altre persone? Mi riferisco a produzioni, artworks e videoclip. Sono passaggi necessari alla creazione di un album ma quando si sviscerano temi così personali, come ci comporta? Ci racconti la tua esperienza?

    Nonostante sia un progetto un po’ a sé stante sotto diversi aspetti, “Milord” ha un processo creativo che non è nulla di differente dagli altri precedenti. Instauro sempre una sorta di intimità con l’album, non è una semplice raccolta di pezzi ma una vera e propria esperienza da condividere con altre persone.

    Camilla Castellani
    Camilla Castellani
    "A Spike Lee joint" IG @mimirtilla