lunedì, Maggio 16, 2022
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    “NIKE V2”: Federico Spinas racconta il suo primo singolo.

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    Iniziare un nuovo anno porta sempre con sé abitudini, quotidianità, timori e speranze. Il tutto in quel mix che viene chiamato “buoni propositi”. Ognuno di noi, in cuor suo, ne ha almeno uno che palesa in modo più o meno esplicito. Uno di quelli di Federico Spinas, artista classe 95, è scrivere e registrare tanta nuova musica.

    Poco più di un mese fa è infatti uscito il suo primo singolo (con video) NIKE V2, insieme al rapper tedesco Ossée!. E augurandogli di mantenere e pubblicare tutta la musica che si è prefissato, abbiamo anche colto l’occasione per chiederglielo di persona – insieme a qualche domanda sul singolo.

    Ciao Federico, grazie per essere qui con HHST! Il 3 dicembre è uscito il tuo primo singolo di debutto: ti va di fare un passo indietro e raccontarci com’è stato il tuo incontro con la musica?

    Il mio incontro con la musica è avvenuto quando ero molto piccolo. Nella mia famiglia abbiamo sempre ascoltato tantissima musica. In particolare mia madre aveva un sacco di dischi diversi in macchina, tra cui quelli di Fugees, Guns N’ Roses, Red Hot Chili Peppers, Eminem, Tupac, Bob Marley. Generi molto differenti tra loro. Mi ricordo che quando mi portava a surfare, metteva sempre un disco diverso. Così mi sono innamorato della musica e ascoltavo le canzoni cercando di distinguere tutti gli strumenti di quella particolare melodia, concentrandomi ogni volta solo su un suono in particolare. Poi mi sono appassionato alla chitarra, ho iniziato a suonarla (anche se con scarsi risultati). Alle medie ho deciso di iscrivermi al conservatorio, nella classe di clarinetto e sassofono, che ho suonato per circa 4 anni. Li ho amati e odiati, però la musica classica mi ha dato le basi per formare il mio orecchio. Successivamente, al liceo ho conosciuto uno dei miei migliori amici che produceva su LF Studio. Abbiamo cominciato, così, a produrre musica elettronica e a suonare nelle discoteche. Da lì mi sono cimentato nella produzione. Alla fine del liceo mi sono trasferito per lavoro, qui la parte musicale nella mia vita si è un po’ fermata, fino a quando non mi sono ritrovato in studio con alcuni amici rapper a Milano. Una sera provai a registrare qualcosa e tra una risata e l’altra tutti si gasarono. Quindi decisi di comprare tutto il set up e ora viaggio con una valigia dentro la quale ho il mio studio mobile che mi permette di poter registrare quasi tutti i giorni.

    Il singolo ha dei punti chiave molto importanti: il feat con Ossée!, la produzione di Cryptic Namie e Teddi Jones e, infine, l’uscita per Sony. Ti va di dirci di più sul progetto NIKE V2?

    Questo progetto rappresenta il primo passo di un percorso che spero possa essere più lungo. È stata una delle prime tracce che ho scritto e che mi ha fatto pensare di poter portare avanti la musica anche da un punto di vista professionale. È stata scritta più di un anno fa a Milano dopo l’ultimo lockwdown e, insieme alla mia discografica, ho deciso di dropparla come primo singolo perché si è creata una bella sinergia, specialmente con Ossée! e Cryptic, che rappresentano le prime due persone con cui ho iniziato a collaborare solidamente. Con Ossée! ho iniziato a lavorare da prima di questa uscita e insieme abbiamo creato davvero molte tracce, oltre a questo featuring. Ci siamo influenzati tantissimo musicalmente. Cryptic è stato uno dei primi producers importanti a mandarmi dei beat, cosa che mi ha aiutato a crescere molto e a migliorare. Anche le tematiche e il sound del brano danno un assaggio di quello che mi piacerebbe fosse il progetto in futuro.

    Che rapporto hai con la musica? Quella che ascolti e quella che scrivi / crei?

    Il mio rapporto con la musica è molto stretto. Ascolto moltissima musica, spaziando tra tanti generi. Ci sono giorni in cui mi sveglio e ascolto del soul, altri in cui ascolto trap, hip hop o musica elettronica. Dipende molto dal mood della giornata, ma diciamo che vedo la musica come uno stress relief, in grado di farti passare del tempo in maniera spensierata. Anche produrre musica mi aiuta a scaricare le pressioni che subisco dall’esterno. È nato tutto in maniera molto naturale, quindi inconsciamente penso abbia sempre fatto parte della mia vita.

    Ossée!, nella sua bio di Spotify, scrive: “I’m creatin’ vibes not music. Wanna float?”. Ti ritrovi nelle sue parole? E come è nata la collaborazione con l’artista, reduci dal primo feat. “I don’t”?

    Mi ritrovo completamente in queste parole. È un po’ quello che faccio anch’io. La musica è attraversata da vibrazioni, per questo una persona può ascoltare la mia musica e magari ritrovarsi in quello che dico. Oppure può, semplicemente, apprezzarne il sound. La collaborazione con Ossée! nasce due anni fa, è stata una delle prime persone a cui ho mandato i miei demo e i miei pezzi. Da subito, abbiamo collaborato e durante i due anni seguenti di lockdown, grazie alla tecnologia (lui è tedesco), abbiamo iniziato a influenzarci, a creare musica insieme ed è nato un bel rapporto, sfociato in amicizia. Per il videoclip di “Nike V2” sono riuscito a farlo volare in Italia e sul set ci siamo conosciuti finalmente di presenza.

    Insieme alla musica hai una carriera da modello. Moda e musica sono due binari paralleli nella tua vita? O c’è stato un crocevia che ha portato alla scoperta di un mondo dall’altro e viceversa?

    Il mio primo sogno è sempre stata la musica prima della moda, mondo in cui sono entrato un po’ per destino (forse) e un po’ per necessità: mi si è presentata un’opportunità e l’ho colta, un’occasione che mi ha permesso di viaggiare, di fare un sacco di esperienze, anche di vivere da solo e di avere la mia indipendenza. Secondo me, musica e moda sono due mondi paralleli, che però si influenzano a vicenda, soprattutto negli ultimi anni. Entrambi i mondi fanno parte della mia vita allo stesso modo. La cosa più interessante è che posso portare all’interno dei due universi qualcosa dell’altro.

    Com’è essere un artista emergente della scena contemporanea in Italia? Come percepisci l’industria musicale nel nostro paese e come invece l’arte di fare musica – Hip Hop, R&B e tutte le tendenze urbane – nel Bel Paese oggi?

    In generale, ascolto molta musica italiana, ma non mi lascio influenzare dallo stato dell’industria: so di avere il mio vibe e sto cercando di sviluppare un mio personalissimo modo di fare musica, senza farmi influenzare da ciò che è già stato fatto. Di certo, mainstream e urban sono due concetti sempre più a stretto contatto e credo questo sia un buon momento per questo genere di sound. Ma faccio musica prevalentemente per me stesso, se poi piace agli altri la considero una doppia vittoria. Credo sicuramente che uno step necessario sia rompere le barriere della lingua attraverso la musica, portandola fuori dall’Italia. Ci arriveremo, come fanno UK e Francia. Non vedo perché, un giorno, un ragazzo di Londra non possa ascoltarsi un pezzo di un artista italiano.

    Quali sono i prossimi passi di Federico Spinas? Cosa bolle in pentola per questo 2022?

    Sicuramente voglio fare tanta nuova musica. Sono una persona molto produttiva e negli ultimi anni ho accumulato un buon numero di pezzi. Allo stesso tempo, però, non smetto mai di creare e spero di potervene regalare di nuova per il 2022. Con il mio sound, vorrei raggiungere più persone possibili, sviluppando anche nuove collaborazioni con altri artisti.
     

    Camilla Castellani
    "A Spike Lee joint" IG @mimirtilla