lunedì, Settembre 27, 2021
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    Dal suo nascondiglio negli abissi, l’intervista a Studio Murena

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    Di Studio Murena, Carlo Pastore scrive: “è la nostra luce al buio”. Eppure, l’oscurità è qualcosa che gli appartiene. Forse perché “buio” e “oscurità” sono musicalmente due titani che si scontrano: l’oscurità è un mondo a parte, tra gli abissi, dove ribolle la sperimentazione, la curiosità, la consistenza di suoni, in cui si può vivere e attingere per darne voce. E appunto, diventare luce e vincere sul buio: gigante, invece, dalle sembianze di muro – quello della musica patinata, liquida e (a volte) un po’ insipida; non come quella del mare, del profondo oceano, salata e piena di salsedine. Quella che ti resta sulla pelle e che difficilmente si scrosta.

    Hip Hop Starz Tour si è addentrato negli abissi di Studio Murena. Abbiamo intervistato Amedeo, Maurizio, Matteo, Marco, Giovanni e Carma che stanno girando l’Italia con SETIPERDITOUR e “Studio Murena” (2021, Costello’s Records), il loro ultimo disco.

    © Alessandra Lanza 2021

    Ciao ragazzi! Grazie della disponibilità! Siete in tour, cosa strana e bellissima per il periodo che abbiamo vissuto e che – in parte – stiamo ancora vivendo. Come procede SETIPERDITOUR? Com’è stato ritornare a suonare live?

    Ciao ragazzi! Grazie a voi! Il tour sta procedendo benissimo, siamo appena tornati dalla Sicilia per una data indimenticabile all’Ortigia Sound System. Nelle ultime settimane abbiamo girato l’Italia ed è stato veramente bello poter incontrare finalmente il nostro pubblico e suonare live il nostro disco. Non pensavamo di trovare così tante persone che hanno apprezzato il disco anche a 1000 km dalla base, e questo è veramente bello.

    “Studio Murena”, il vostro ultimo disco, si apre e si chiude con i caporali (« »). All’ascolto è come se segnassero l’inizio e la fine di un racconto, di un flusso di coscienza lungo un viaggio in metropolitana. Vi va di raccontarci come l’avete pensato?

    I brani che aprono e chiudono il disco sono pensati proprio come delle virgolette che aprono e chiudono un discorso ampio che si sviluppa nei brani dell’album. In particolare, queste tracce sono state pensate come una chiave di lettura di tutto l’album, infatti, a differenza di tutti gli altri brani del disco (che sono registrati interamente in presa diretta), questi due sono stati prodotti andando a ricampionare delle nostre registrazioni in studio. Con queste due tracce abbiamo voluto omaggiare la tecnica classica di produzione Hip Hop per andare a esplorare nuove modalità di composizione in tutto il disco.


    In “Studio Murena” c’è molta omogeneità tra musica e testi, nonostante entrambi siano lavori completi da loro. Godono di grande autonomia. Com’è stato l’incontro tra scrittura e produzione?

    Il lavoro che abbiamo fatto per poter unire strumentale e voce è stato molto interessante poiché con il nostro progetto, lavorando con strumenti musicali attraverso l’improvvisazione, possiamo plasmare il suono sulla voce andando a seguirla continuamente. Allo stesso tempo Carma ha fatto un lavoro incredibile adattando le sue metriche a tempi dispari (ad esempio il 5/4 di Setiperdituodanno), che sono modalità di scrittura non convenzionali per il rap. Il lavoro non è stato breve, abbiamo lavorato a questo disco dalla fine del 2018 e siamo veramente soddisfatti di quello che siamo riusciti a costruire.

    Il disco è complesso, nel senso che c’è veramente un grande universo sonoro. Quali sono state (e quali sono) le vostre influenze e come siete riusciti a far convogliare più generi in un unico progetto?

    Le nostre influenze sono tantissime e diverse, sia perché siamo in 6 musicisti e ognuno di noi ha il suo background personale e unico, sia perché abbiamo affrontato studi musicali differenti.
    Le influenze principali derivano dalla nuova scuola jazz Uk e dalla commistione jazz/hip-hop nata da Robert Glasper in America. Oltre a questo, ascoltiamo tanta World music: una caterva di Hip Hop (dalla Golden Age al contemporaneo, sia italiano che estero) e tanta elettronica (soprattutto di stampo breakbeat). Ma per assurdo ascoltiamo anche musica classica contemporanea, John Cage, Bruno Maderna e Franco Donatoni.

    2018 “Cruncy Bites”, 2021 “Studio Murena”. Cosa è rimasto dal primo al secondo album? Cosa è cambiato? E dove invece volete arrivare?

    Sicuramente quello che è rimasto è la quantità enorme di influenze e riferimenti, la curiosità e la voglia di sperimentare. Senza alcun dubbio la trasformazione da “Crunchy Bites” è stata quasi totale: abbiamo aggiunto la voce, è cambiata la formazione, siamo passati da un’impronta sample based a strumentale. Ma anche perché con il primo beat tape volevamo sperimentare nuove forme di sound collage senza preoccuparci di nulla – in primis -. Diciamo che è stato un passo che ci ha permesso di ricercare per poi evolverci in quello che siamo ora.

    Da Spotify si legge: “Fluido muoversi nell’oscuro della musica, lo Studio Murena ne esplora gli anfratti”. Come nasce Studio Murena? Cosa cercate musicalmente?

    Studio Murena nasce nella metropoli di Milano ma affonda le sue radici in un nascondiglio sotto il mare. L’idea è proprio quella di osservare la realtà per trasformarla in musica, in energia e significato. Musicalmente cerchiamo un modo per comunicare quello che abbiamo intorno nella vita di tutti i giorni. Siamo oscuri perché oscuro è ciò che ci scorre intorno, la nostra musica non sarebbe potuta nascere in nessun altro luogo.

    Vi va di consigliarci un brano ciascuno da ascoltarci in cuffia in quest’estate stranissima

    Assolutamente!
    Matteo: “Too Shy” – Makaya McCraven
    Carma: “Notte in Bovisa” – Calibro 35
    Amedeo: “Mashita” – Mansur Brown
    Giovanni: “Time Eater” – Gold Panda
    Marco: “Infinite Us” – Machinedrum
    Maurizio: “Bomboncino” – Pufuleti

    Camilla Castellani
    "A Spike Lee joint" IG @mimirtilla