lunedì, Giugno 14, 2021
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    Red Bull 64 Bars, The Album fuori ora

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    64 Bars è un format che riporta il rap alla sua vera essenza”: a parlare così è Marracash, ed è una fotografia semplicemente perfetta. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, infatti. Nato nei Red Bull Studios di Auckland in Nuova Zelanda e fatto crescere dall’MC David Dallas, in pochissimi anni (inizia tutto infatti nel 2017, con lo sbarco in Italia già l’anno successivo) Red Bull 64 Bars è diventato un’unità di misura universale e una cartina di tornasole severissima sul valore reale al microfono di un MC e sulla capacità di calibrare la giusta alchimia col lavoro di un beatmaker. Appunto: il rap alla sua vera essenza.

    A stabilirlo è stata la stessa scena hip hop, attraverso i suoi protagonisti: in Italia praticamente tutti i più grandi esponenti del genere sono infatti già passati attraverso questa prova, all’appello non è mancato praticamente nessuno. Ora, arriva il momento di un passo in più: oggi 28 maggio 2021 esce 64 Bars, The Album, in collaborazione con una label leggendaria come la Island, anticipato il 6 maggio da un singolo che ha visto Gemitaiz al microfono e Carl Brave alla produzione (i due poi si scambiano i ruoli, in un’altra traccia dell’album).

    Una tappa davvero importante in questa avventura nonché un capitolo fondamentale nella storia del rap italiano, vista la batteria di talenti coinvolti. 14 brani: 10 inediti, 4 già usciti e di culto assoluto, brani tutti registrati al Red Bull Music Studio milanese. Altri nomi coinvolti? GeolierBebaRkomiIziSinaErniaBlancoPyrexMarracashGué Pequeno e Lazza al microfono, LuchéDat Boi DeeJunior KLow KiddPherroGreg WillenDrastDadeMarzCrookersNic SarnoShablo e Drillionaire alle produzioni.

    È un genere musicale strano, il rap. Vive attraverso regole molto particolari, attraverso codici che sono riconoscibili – e condivisi – prima di tutto da chi ne è vero appassionato. La credibilità è un caposaldo. In modo molto naturale, la particolare routine attraverso la quale un MC si esprime al microfono per 64 misure (le “64 barre” a cui si riferisce il nome del format) e deve farlo senza ritornelli, senza vie di fuga, senza rete, collaborando all’impronta con i più talentuosi producer della scena reclutati specificatamente per l’occasione (con accostamenti spesso inediti, a rendere il tutto ancora più unico e felicemente rischioso) è diventata subito una prova del nove. Grandi maestri, nuova scuola, giovani talenti, solidissimi veterani, tutti combinati spesso in maniera sorprendente: uniti sotto il segno di questo format, uniti sotto il segno di un’operazione che in pochi anni ha intrecciato come nessun’altra i destini e i talenti di un’intera scena musicale.

    Red Bull 64 Bars lo ha fatto chiedendo agli artisti, MC e beatmaker, immediatezza. Poco tempo per preparare il testo (o le musiche), poco spazio per prendere respiro. La competizione è serratissima: competizione con se stessi, con chi si è già misurato con questo format, con la necessità di mantenere alta la tensione lirica ed emotiva per un lasso di tempo che va ben oltre la durata abituale della strofa standard, stravolgendo le regole commerciali e radiofoniche consolidate. Come già detto: niente ritornelli come porto sicuro in cui rifugiarsi, ma carta libera alla sperimentazione, alla voglia di stupire, all’artificio verbale, alla punchline che mette KO l’ascoltatore percorrendo metafore acrobatiche, rime inaspettate ed adrenalina a mille, senza un attimo di respiro. Una sfida artistica eccezionale. Una sfida intrisa di autenticità – l’autenticità senza compromessi della migliore cultura hip hop.