venerdì, Dicembre 3, 2021
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    CAPAREZZA: L’occhio dentro e l’occhio fuori

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    Caparezza è tornato con il suo nuovo disco Exuvia, album numero otto per l’artista pugliese, frutto di quasi tre anni di lavoro e di tutta la sua esperienza.

    “Sono felice di annunciarvi che il 7 maggio 2021 pubblicherò il mio nuovo album.”, ha scritto l’artista in un post molto lungo pubblicato sui social.

    Ed anche: «È un viaggio dentro la mia testa. Questo è l’album più sofferto della mia carriera. Viene dopo sette dischi ed è figlio di una sensazione di angoscia e stupore

    È così che Caparezza torna a confermarsi come l’indiscusso reduce per volontà e condizione, di una classe di artisti che con la maturità e il passare del tempo non cede alle forze esterne ma si forgia grazie ad esse e a discapito delle stesse e ce ne dà la prova con questo album.

    Uscire dall’esoscheletro, mutare, attraversare il proprio percorso artistico e personale riemergendo in qualcosa di nuovo. 

    Con Exuvia vengono fuori 19 tracce di maestria musicale e di scrittura, fiumi di parole e musica ben calibrati nel loro corso, figli di una produzione unica e di grande impatto sull’ascolto del disco.

    Ma già in Ti fa stare bene, sapevamo bene chi fosse la voce fuori dal coro:

    […] Questa canzone è un po’ troppo da radio sti cazzi finché
    (Ti farà stare bene)

    Exuvia è complesso, ricco di sfumature musicali, metriche, un mix di generi che non si fa mancare niente, in un continuum che spedisce dritti all’ultima traccia in 60 minuti e 34 secondi. Caparezza ha la capacità di dire molte in cose in pochi minuti, e sa farlo molte bene.

    Ecco perché in questo disco possiamo ripercorrere il suo percorso artistico senza che ci manchi nessuno dei suoi vecchi album. Musicalmente abbiamo tutto: hip hop, crossover, disco dance… testi coinvolgenti attuali e consapevoli, ben costruiti e pensati, un altro contributo alla Musica e al Pubblico che ci conferma la presenza indiscussa del rapper sulla scena.

    Quando Mikimix si presentava a Sanremo, mooolti anni fa, il futuro dell’ennesimo esordiente poteva essere ben diverso da quello che abbiamo ora davanti ai nostri occhi. E nelle nostre orecchie. Otto dischi e una carriera di concerti confermano le eccezioni, non le regole. 

    Canthology ripercorre i brani, inFugadà si fugge dagli stessi, perché dopo aver camminato un po’ c’è la possibilità che girandoci non ci piaccia troppo come abbiamo cominciato, ma la rettitudine interiore, la capa-rezza, ci fanno andare avanti nonostante gli sbagli che purtroppo tutti commettiamo, volenti o nolenti durante il nostro percorso.

    Certo il rapper è uno che si espone, le barre le sputa non se le tiene sulla lingua. Non ci sono rospi nella sua gola. La “leggerezza” di certa musica non lo consola né lo compiace ma caro Capa, a chi piace certa roba? Tutto esiste, e “deve” essere rispettato… Lo dice il libero mercato…

    Forse Capa viene visto come il professorone e maestrino che “certi” non vorrebbero mai commentasse il loro lavoro ma, chi se non lui assieme a pochi altri della scena rap, ci regala tanta complessità e finezza di barre al punto da farci incazzare e sorridere insieme? Per non parlare dell’eterogeneità della musica perché ai suoi concerti troviamo i professori, i metallari, i rapper, eccetera, eccetera, eccetera.

    Parla il pubblico, i live, i dischi, la risposta di chi comprende la qualità del lavoro che fai. 

    Non si può piacere a tutti, non possono piacerci tutti. Però possiamo scegliere e a parlare saranno sempre i posteri, a loro l’ardua sentenza. Grazie Caparezza, sappi che sei come noi. Senza contanti da lanciare nei video, con qualche errore fatto ma rimediabile e pronti a dirle senza vergogna. Riconosciamo la sua dignità, il suo manifestarsi sempre con qualità nei suoi dischi e il disinteresse che mette nel mero business discografico. Sappiamo che ha fatto le sue lotte, come noi, per affermare le sue parole nell’ambiente in cui lavora e che la sua musica è sempre coinvolgente dalle radio in macchina ai divani delle salette-prova delle nuove leve. La sua musica unisce e in qualche modo ci invita sempre a stare sul pezzo. 

    Exuvia è una sorta di metamorfosi: uscire da uno stato abbandonandolo per sempre per entrare in un altro. Con le parole di Kafka, un messaggio per Caparezza:

    “La giovinezza è felice, perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque conservi la capacità di cogliere la bellezza non diventerà mai vecchio.”

    Caparezza conserva la bellezza, vede la bellezza e con il suo ultimo album si conferma l’artista che ci accompagna da più di vent’anni con la qualità e l’attualità della sua musica.


    Martina - Mrs Nobody
    classe '88, isolana della Sardegna. Appassionata di musica e scrittura, ascolto i libri e leggo le canzoni.