venerdì, Maggio 7, 2021
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    “Sick”: continua il viaggio sperimentale di 22:22, che sfrutta le parole come fossero strumenti musicali

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    Sick” è il nuovo singolo di 22:22, disponibile su Youtube con video ufficiale, in streaming su Spotify e su tutti i digital store.

    22:22 è l’alias dietro cui si cela un giovane artista che ha deciso di ribaltare la prospettiva tramite cui si parla di rap. Nel progetto 22:22 la scrittura diventa infatti un mezzo completamente a servizio della musicalità, “escludendo” la semantica e il contenuto delle liriche, e spostando tutto il focus sulle emozioni e sensazioni suscitate dall’ascolto.

    Sick”, il suo nuovo singolo, nasce dopo un’esperienza particolare dell’autore, che lo ha segnato e lo ha spinto a rivalutare la portentosa forza ispiratrice che un attimo di libertà può generare. Il concetto di “libertà” in questo caso assume il più ampio senso possibile, e 22:22 lo rivolge a qualunque gesto che, andando contro la “normalità”, riesca a regalare un’ondata di energia a chi lo compie. “Sick” nasce infatti così, figlio di quell’ondata di energia, il risultato positivo di un gesto che molti potrebbero ritenere folle. I suoni generati da 22:22 trasmettono esattamente la stessa sensazione provata dall’artista.

    Il video di “Sick”, a cura di , è uno storytelling che racconta, con un contesto metaforico, il vedere le cose in maniera diversa. Mostra come questa visione possa essere trasmessa semplicemente entrando a contatto con l’opera dell’artista, che “contagia” appena la si guarda.

    22:22 è un rapper che ha creato un nuovo genere. È totalmente slegato dalla semantica e dalle parole, che hanno il solo ruolo fonetico. Grazie a questa cosa riesce a creare esattamente la melodia che vuole senza vincoli di lingua. Ci dice sempre: “Non rispetto i genitori, lo Stato, le convenzioni sociali, perché dovrei rispettare uno stupido limite?” Il suo progetto ha una forte ispirazione all’arte moderna, l’arte che si slega dal disegno per qualcosa di più grande. Alla stessa maniera lui si slega dalle parole e ci porta in un’era futuristica dove ci racconta le sue emozioni con la fonetica di parole non appartenenti a lingue parlate, dove ognuno può rivedere la sua storia. Il primo brano di questo progetto astratto-fonetico si chiama Ignota, un vero grido di libertà che e ha generato l’attenzione di molti tra addetti al settore e utenti incuriositi dalla novità e dal suono internazionale.