sabato, Maggio 15, 2021
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    Celine: un diario di vita di Amill, l’intervista.

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    In occasione dell’uscita del nuovo album di Amill Leonardo, Celine, abbiamo avuto il piacere di parlare un po’ con lui. Nel disco Amill ha messo in musica quel momento di costruzione della propria personalità nel quale si diventa uomo; noi abbiamo compreso che non lo si può slegare da quello in cui ha definito la sua identità artistica. 

    1. Ciao Amill, come stai? Prima di tutto volevo farti gli auguri per essere diventato papà. Il tuo nuovo album Celine prende il nome da tua figlia ed è dedicato a lei; mi sono domandata se dopo Matador [2019] ti saresti mai aspettato un progetto musicale come Celine. Sono diversi nei toni, uno sborone e spavaldo, l’altro più introspettivo e maturo, quasi che verrebbe da chiedersi: cos’è successo nel mezzo? Mi piacerebbe che raccontassi un po’ di questa fase di cambiamento. 

    Ciao, tutto bene, grazie dello spazio che mi state dando e ti ringrazio per gli auguri. Sicuramente non mi sarei mai aspettato di dedicare un album a mia figlia dopo Matador, c’é stata una crescita personale al di fuori della musica. Quando ho scoperto che sarei diventato padre ho ricevuto la proposta da The Orchard [ndr. casa discografica] di fare un disco che poi è diventato un diario di bordo in cui ho trascritto le mie emozioni in musica. Tutto il disco, infatti, è il pensiero di un ragazzo che sta diventando padre e parla a sua figlia che ancora non è nata, senza filtri e senza timori. So che un domani, quando sarà grande abbastanza, potrà capire quello che in quel disco le ho voluto raccontare, gli errori che ho commesso, e potrà trovare in tutto questo una forma di insegnamento. 

    2. Seck ha curato gli aspetti di produzione e direzione artistica dell’album. Quanto ti rispecchi nel sound che ha costruito per te? Inoltre voglio chiederti, quanto sei rimasto nella tua comfort zone di sonorità e quanto invece senti di esserne uscito fuori sperimentando? 

    Seck è stata una parte fondamentale della mia maturazione artistica. Il mio cambiamento non nasce con questo disco, ma è frutto di un percorso di collaborazione tra me e Seck nato molto prima di iniziare a produrre Celine. A differenza del passato Seck ha capito la mia anima e mi ha spinto ad abbattere muri e paletti che si erano costruiti intorno al mio personaggio artistico: per la prima volta penso di aver fatto musica, senza stereotipi. Poi è normale che quando si porta qualcosa di nuovo e diverso ci siano titubanze, ma da parte nostra sappiamo bene cosa abbiamo creato e ne siamo fieri.

    3. Una cosa che mi ha incuriosito è la citazione a Rihanna disseminata per le tracce. Ho apprezzato i campionamenti presenti in Rude Boy e Work, che già dal titolo vengono associate alle sue canzoni omonime. La nomini in Rude Boy, A Domani ed Airbnb, accostandola alle donne che nella vita ti sono più care, la tua compagna Francesca, tua madre Asia e tua sorella Fiamma. Che valenza ha per te? Sei d’accordo se dico che nel tuo immaginario popolato da grandi calciatori rientrano anche personaggi come lei, Kim Kardashian o, mi viene in mente, French Montana [vd. N 9]? 

    Rispondo con una frase fatta. Si dice che: “Dietro ogni grande uomo vi è una grande donna…” Nella mia storia personale, non ho mai avuto grandi esempi maschili, ho sempre stimato mia madre, mia sorella, mia nonna e ora in questa lista si è aggiunta la mia compagna. Sono donne che mi hanno dimostrato di avere più palle di alcuni uomini. 

    4. Per preparare i tuoi ascoltatori all’uscita del doppio singolo A Domani – Mon Amie, hai raccontato la tua famiglia attraverso dei post su instagram scrivendo che tua sorella maggiore Fiamma ti ha trasmesso la passione per la musica … Ci racconti meglio questo passaggio? 

    Mia sorella Fiamma a differenza mia è nata con un talento naturale per il canto. In realtà ha studiato anche canto, però a differenza mia si è realizzata in maniera diversa… Io ho sempre sognato in grande. Lei oggi è un’imprenditrice di successo negli Stati Uniti, mentre io ho portato avanti il sogno per entrambi. A dirti la verità, però, lei rimane quella che ha più talento tra noi due. 

    5. Mi piacerebbe che parlassi anche di quando sei stato in Porto Rico … quanti anni avevi, eri insieme ad altri? 

    Sono stato a Porto Rico all’età di 20 anni. Sono partito con 200 euro in tasca, anche perché non era di certo nei miei programmi rimanere lì un anno. Ricollegandomi alla domanda che mi hai fatto prima è stato grazie a mia sorella che mi sono ritrovato in quella realtà, dove lei vive tutt’ora. Ho conosciuto grandi artisti della scena mondiale, senza entrare nel particolare, e questa è la motivazione principale che mi ha spinto a restare lì per un anno: a livello musicale c’era un’apertura a 360° che in Italia ancora doveva arrivare. Quando ero lì ho girato vari studi e registrato diverse tracce, che sono arrivate a orecchie importanti e ho anche ricevuto una proposta di contratto. Ho deciso però di tornare a casa perché volevo mostrare il mio valore qui. 

    6. Se dovessi riassumere in tre parole chiave il tuo primo album Numero 9 [2017], userei rispetto, strada e squadra; per Celine userei forse amore, famiglia, strada. Considerando la tua evoluzione da N 9 a Celine, con quale pezzo di N 9 faresti parlare il giovane Amill, mentre con quale di Celine faresti parlare Amill adulto? 

    Sicuramente per Celine come Amill adulto farei parlare Maria, mentre per Numero 9 e di conseguenza rappresentare Amill giovane farei parlare French Montana. 

    7. Per concludere ti chiederei quali sono i pezzi di Celine a cui sei per vari motivi più legato. 

    I pezzi dell’album Celine a cui sono più legato sono tre: Maria, perché racconto il mio passato più remoto senza filtri; poi c’è Work, perché racconta il mio passato più prossimo senza vergognarmi degli errori che ho compiuto, e per finire Celine perché è la traccia dedicata a mia figlia, senza la quale tutto questo non ci sarebbe stato, lei è l’unico motivo per cui ho voluto fare questo album.

    Ti ringrazio per esserti raccontato a noi e per la tua musica, Celine è fuori.

    Irene
    Nata nel 2000, pugliese. Da lungo tempo scrivere è per me terapeutico. La musica mi offre continuamente nuovi stimoli ed ha in pugno la mia attenzione.