lunedì, Marzo 8, 2021
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    Verba uri: Benvenuti ad Infernum

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    “Infernum” è l’ultimo album di Murubutu e Claver Gold uscito il 31.3.2020 per Glory Hole Records, disponibile su Spotify e su tutti i negozi digitali.

    Il concept album esce nel giorno in cui secondo la mitologia dantesca Dante esce dalla Selva Oscura mentre il primo singolo esce il 25 marzo, il giorno corrispondente al suo ingresso.

    Lo scrittore fiorentino però non viene mai nominato, è come estromesso, perchè chi attraversa l’Inferno in realtà siamo noi insieme agli artisti. Infatti sono Murubutu e Claver Gold, tappa dopo tappa, a proporci degli scorci di vita, morte e arte insieme, strutturandoli su parole intrise di colori, suoni e odori.  Tutte le sfumature dell’inferno in un album equo e di alto livello.

    Infernum si apre con Selva oscura, con lo scratch di Dj Fastcut – prod. Il Tenente.
    Vincenzo Bonaventura con le sue amare parole ci ricorda per cosa siamo nati e cosa invece siamo diventati, ma soprattutto dove stiamo andando a finire un po’ tutti insieme. Mentre in sottofondo il suono di una gola che cerca di prendere aria viene strozzata come sotto la stretta di una mano che la soffoca, le urla ci trascinano e noi veniamo risucchiati esattamente come loro in una discesa rapida verso l’inferno.

    La seconda traccia è Antinferno, anticamera della destinazione del concept: il Professore e Claver accompagnati da Davide Shorty iniziano il viaggio, descrivendo il luogo che attraversano come un paesaggio triste, dove la musica non ha note e le anime non hanno un nome. Descrivono una situazione apatica e gonfia di ansia, il riflesso di una società satura di prodotti e menti senza infamia e senza lode, per citare gli artisti.
    Risalta la condizione di anonimato dell’individuo nella società, un forno da cui escono prodotti dal successo rapido ma dalla vita breve. 
    Ci sbattono in faccia come fa il vento di Maestrale il miglior lessico infernale dantesco, sfoderando il loro estro linguistico mentre altri al massimo ci accompagnano  nel traffico perché vengono passati alla radio; il che è onesto ma niente di più. 

    In questo album invece il livello di scrittura è molto alto, degno di un ascolto in cuffia e una lettura attenta per assaporarne tutta l’intensità e le sfumature.

    Chi traghetta le anime dei defunti è Caronte – prod. XxXFila (brano n.3) ed è durante questo “passaggio” che le anime pagano il peso della dannazione e scoprono il destino dell’inferno, il peso del peccato e dell’autodistruzione: chi scappa o cerca di scappare non ha scampo in verità. Ci sono riferimenti personali, c’è esperienza e la penna è sicura come sempre. L’inizio è duro:

    voi non vedrete più il cielo,

    preannuncia un destino definitivo per molti. Il sample è delicato e malinconico, le voci dure e scure;  il sound è acido e sofisticato, la melodia sinuosa e fine, insieme a una cassa dolce e non troppo invadente.

    Il traghettatore sposta le anime e Claver si apre ricordandoci che a volte cerchiamo anche noi un passaggio per scappare da una vecchia dannazione… a volte raschiamo il fondo ed è lì che risiediamo un po’ prima di cercare una via d’uscita per risalire.

    Quasi al cuore dell’album ci si tuffa nella mitologia con il brano Minosse – prod. Badnews.
    Il flow di Claver è travolgente, il paroliere ha un’esperienza verbale grande almeno quanto la sua competenza linguistica, mostra un ampio vocabolario e il riferimento a Pino Daniele riporta a una cultura musicale solida e a un sentimento di rispetto verso una colonna della musica italiana, seppur di altro genere. Non può mancare l’amore, di cui si parla al n.5 con Paolo e Francesca – prod. KD One con Giuliano Palma, singolo del disco. È qui che esplode il cantautorato originale e autentico, la melodia e le voci degli artisti. L’inizio soft è tenero, il brano parla dell’amore vero ma difficile da gestire nella razionalità e durezza del mondo intorno. Tutti abbiamo un cuore in fondo, e ce lo portiamo anche all’inferno.

    Pier – Prod. James Logan è il sesto brano, il cuore dell’album e del problema.
    Murubutu è un insegnante si sa, e il tema è quello dei giovani che nascono e vivono nell’inferno della società moderna. Lo introduce una voce infantile sotto effetto, le parole sono dure e fredde, il brano è freddo: un ragazzino che viene deriso e che non ha compagnia vera vive in un mondo di adulti connessi e indifferenti: gli ignari e gli ignavi a cui il mondo scorre sotto gli occhi, perché ormai sono vuoti. Pier come i bambini e gli adolescenti dei nostri giorni soffre il peso del senso di esclusione ed è debole e sovrastato, incapace di vivere bene in un ambiente improprio che non lo accoglie e nel quale non si può nemmeno riconoscere in quanto innocente.

    Malebranche – Prod. James Logan (brano n.7) è l’occhio vigile dei nostri Ciceroni sulla parte marcia e malata, la bolgia dell’ottavo cerchio, della città e dei suoi governanti, falsi millantatori di promesse destinati a perire per mano della stessa arma che brandiscono con furore. 

    Falsi antieroi satanassi avvoltoi, barattieri che lo fanno per moda…

    Con questi versi tornano al comando con la parola come solo chi ha una certa esperienza può permettersi di parlare per giudicare obiettivamente l’ambiente che lo circonda.  Si mostrano consapevoli della precarietà e del destino di certi sistemi, ricordandocelo a gran voce. 

    Ulisse – Prod. Dj Fastcut (brano n.8) invece è chi affronta il viaggio senza sapere se riuscirà mai ad arrivare, forse un pensiero rivolto a chi in mare purtroppo ci rimane come durante un viaggio a pagamento per scappare dall’inferno senza sapere che si sta andando verso un altro inferno. La geografia nel testo è il punto di vista del viaggiatore che dalla barca vede il suo viaggio,

    e ora riposa sui fondali dell’Andalusia…

    Taide, Prod. West e Kuma19 è il brano n. 9 e parla di una donna disillusa, non intenerita dalla vita, della quale porta i segni e la cattiveria dentro perchè vive in un mondo in cui gli uomini sono pezzi di carne che camminano al sole… e lei non crede più nell’amore perchè vende il suo corpo al posto del suo cuore. 

    Siamo alla fine dell’inferno, nel suo quartiere più basso e il brano n. 10 è Lucifero – Prod. James Logan. Il signore delle tenebre viene cacciato dal paradiso e per questo precipita in basso. Questa scena si sviluppa sulla figura dell’angelo bandito, su colui che cade e deve rialzarsi, con la forza e con le unghie deve creare qualcosa di suo per ripristinare il suo prestigio, facendo dell’inferno il suo impero. I timbri sono bassi e unici e i due MC suonano come metronomi. Il testo è figurativo e criptico, gli incastri e i messaggi si fondono ma non si nascondono.

    L’ultima canzone chiude l’album così come lo apre, con la maestria dello scratch del Dj Fastcut – Prod. Il Tenente. In Chiaro Mondo Claver Gold e Murubutu sono all’inferno, lo scratch li accompagna, consapevoli e coscienti, della molteplicità degli inferni e della loro sopravvivenza in superficie.

    Eppure loro ci accompagnano tra i mali e le piaghe con coraggio e dignità, con un amore viscerale per le parole e con le armi bianche della comunicazione e del linguaggio, esaltando l’hip hop attraverso lo storytelling e la loro peculiare capacità di scrittura. Una complessa ricchezza di lessico più unica che rara per il mercato musicale generale contemporaneo che si avvale di assonanze, allitterazioni e caratteristiche varie proprie della poesia e dei testi letterari, svolgendo una funzione didattica e ludica allo stesso tempo. Espressione di un lavoro curato, complesso ed organizzato, eseguito al meglio nella produzione. Li vogliamo presentare, molto in sintesi:

    Daycol Orsini, in arte Claver Gold, è un rapper che ha collaborato con numerosi rappresentanti di spicco del genere, il suo è un rap intimista e riflessivo, brutalmente onesto e privo di cliché.

    Murubutu e Claver Gold

    Alessio Mariani, in arte Murubutu, è un artista unico nel panorama musicale italiano. Il professore di liceo è una colonna del genere hip hop e dello storytelling, per ogni disco sceglie un tema e lo sviluppa attraverso la vivacità del suo linguaggio creando universi narrativi unici nel genere.

    Li ringraziamo per l’originalità e il significato del loro prodotto in questo momento, con la speranza di poterli vedere al più presto live in un concerto che avrà sicuramente molto da darci.

    Mrs Nobody.

    Martina - Mrs Nobody
    classe '88, isolana della Sardegna. Appassionata di musica e scrittura, ascolto i libri e leggo le canzoni.