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Un passo alla volta con i 23.7

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23.7 è il nome di un collettivo rap indipendente con radici nella provincia leccese, presumibilmente nato in modo ufficiale nel 2013 – se ci si basa sulla data di iscrizione a YouTube visibile sul loro canale – ma verosimilmente fondato prima, nell’amicizia; e costituito da tre membri: Ankhay (produttore), Welo e Symon (voci). 

Il gruppo si è nel tempo costruito un seguito fedele ed attento a partire dalla trilogia Oh My Plug / Oh My Ghiaccio / Oh My Gas, seguita da Baby Plug. Le quattro tracce, pubblicate su YouTube tra agosto 2017 e marzo 2018 ciascuna a distanza di circa due mesi dall’altra, sono un laboratorio riuscito alquanto intrigante. 

Oh My Plug cattura immediatamente per le sue sonorità trap mescolate a vapor, che sembrano prender forma nel video diretto da Mattia Rubino; lo slang é protagonista assoluto del pezzo, il quale genera così ad un primo approccio forte curiosità. Poi i suoni si fanno sempre più dark e le voci sopra si incattiviscono, passando dal riverbero oscuro di Oh My Ghiaccio per arrivare al rap gridato in Oh My Gas. La parte visiva curata da Mattia Rubino accompagna quella musicale – ed è in questo caso forse una sua estensione perfetta.

Avvalendosi di elementi vapor ad offrire un’estetica, o più correttamente un immaginario, vaportrap, sfocia quasi nel cyberpunk in Baby Plug, dove i tre appaiono sotto forma di ologramma o si smaterializzano in pixel mentre si abbattono con mazze da baseball su una macchina, all’interno di un’autodemolizione.

Questa lucida rabbia da Arancia Meccanica non rimane circoscritta a Oh My Gas e Baby Plug, ma si evolve in Fight! e culmina in Dragonfly, che fa guadagnare nuovo pubblico e li inquadra nella nuova frontiera della metaltrap. È bello notare come prima di sperimentare con il beat di Dragonfly deviino per una traccia canzonatoria come Brucomela (il titolo viene dalla giostra per bambini “Brucomela” comunemente presente alle feste di paese); il che fa intuire la loro versatilità, nonché la ricerca di un proprio stile.

Dopo la svolta di Dragonfly continuano ad indagare le loro potenzialità, ed il risultato – con alta probabilità parziale – di questo processo è Non Torno Giù EP, il quale può essere interpretato semplicemente come uno statement: siamo qui e questo è il primo passo del nostro percorso. 

Prima freneticamente in cerca di un riconoscimento – che venisse dagli ascoltatori, che venisse dalla scena rap, che venisse dalla critica musicale – ora i tre cercano un assestamento sotto le pressioni economiche e il bruciante desiderio di uscirne, di farcela, di ottenere una rivalsa; termine, questo, che con annessa definizione campeggia sulla cover art dell’EP curata da Marco Gerla, creativo nel team 23.7. Non Torno Giù EP è un progetto di contenuto e di dimostrazione. Symon e Welo si mettono a nudo in tracce quali Amici Miei, Gli Occhi Della Fame e Non Torno Giù accogliendo una delicata emotività: il primo con durezza, con un velo di fredda tristezza; il secondo mal celando le difficoltà con un sorriso. Difficoltà che paiono schiaccianti nel Sud del Paese: tema del sottotesto è la denuncia all’arretratezza del Mezzogiorno rispetto al più ricco Nord – agli ostacoli che i giovani incontrano nella propria emancipazione. 

In 4TheGang 2 e Na Na Na adottano invece una linea più narrativa, descrittiva della quotidiana vita di periferia, dove comitive di ragazzi vagano nella sera ed inseguono i principali svaghi del posto. Basta poco per sentirsi meglio, ed un modo per tirarsi su può essere godersi il momento con le persone vicine e con i propri amici. E poi imparare a dirsi: cascasse il mondo, non torno giù.

È uscito il nuovo singolo dei 23.7 “Voglio un Bustdown”,disponibile dal 12 Maggio 2020 nei migliori digital stores e sulle maggiori piattaforme di streaming.

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Irenze
Nata nel 2000, pugliese. Da lungo tempo scrivere è per me terapeutico. La musica mi offre continuamente nuovi stimoli ed ha in pugno la mia attenzione.
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