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Ascolta “Oltre il futuro che parla” il nuovo Ep di Barry Convex

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Da oggi, 10 aprile 2020, è disponibile su tutte le piattaforme digitali OLTRE IL FUTURO CHE PARLA, il nuovo Ep di 7 brani di BARRY CONVEX pubblicato per Full Clip.
L’artista romano è attivo nel movimento hip hop dalla seconda metà degli anni ‘90: dalla Golden Age italiana ad oggi, il suo percorso è stato segnato da tappe importanti, dapprima con i dischi realizzati con il gruppo storico Gli Inquilini, di cui è stato membro fondatore, fino alle pubblicazioni come solista. 

Oltre il futuro che parla: il titolo e la cover del disco sembrano voler descrivere un futuro cupo e distopico, eppure nell’album non c’è nulla di tutto ciò. Il progetto è ben radicato nel presente, un presente che però si è involuto al punto da diventare profondamente diverso da quanto ci saremmo aspettati solo qualche anno fa. Un presente egoista – “qua sono sempre gli stessi che decidono, ma sono sempre gli stessi che subiscono, e poi qualcuno qua ha perso la memoria che qualcun altro a piedi ha già fatto la storia”  ed edonista – “siamo pieni di cose che non servono a niente, e come un buddista adesso libero la mente”.

Il presente di Barry Convex è anche un presente privato, che in questo caso affonda le sue radici nel passato personale dell’artista. È qui che Barry sembra quasi tornare indietro nel tempo per prefigurare dal passato quello che poi sarebbe accaduto nel proprio futuro. Molti i punti in cui sottolinea il tema del ritorno e le sue considerazioni sul suo vissuto quotidiano.

“Come sopra quel muretto, mille bombe all’ora / Quando stavamo aspettando di diventare grandi e bruciavamo ‘ste stelle senza rimpianti / E proprio adesso che pare sia tutto a posto, ritorno / proprio in quel posto, non lo riconosco / E guardo gli occhi di mia figlia / e il vento che ci vedo mi assomiglia”
(Oggi e domani)

Tanto proviene anche dalla tradizione del rap più puro e dei temi che da sempre lo caratterizzano, come la ricerca stilistica e l’autoaffermazione.

“Io questa roba la faccio per quattro persone, e non do il culo per un milione”
(Presenza)“

“Se cerchi un senso qui non c’è / volevo semplicemente fare del buon rap / Volevo solo mandarvi a casa / la missione è compiuta, e i fiacchi messi in pausa”
(Spacca7)

Non mancano comunque riferimenti impegnati, con una sincera critica sociale e diverse menzioni agli eventi storici della nostra epoca.

“Navigo nel mare che è nero fascista / mentre il dio capitalista ha già censurato la tua rivista”
(Il vero non si confonde)

Anche musicalmente, Barry Convex sembra voler spostare indietro le lancette dell’orologio, posizionandosi a distanza di anni luce dalle sonorità trap/pop che vanno per la maggiore. Del resto, la presa di distanza dal mondo dei trapper e degli influencer attuale è forte:

“Per come si sono messe le cose / non servono più rime stilose / qua serve dare la caccia ai poser / perché in questi tempi tristi bastan due storie su Insta per percepirsi artisti”
(La ruota gira)

Barry Convex inizia a rappare nella seconda metà degli anni ’90, durante la Golden Age del rap italiano. Nei primi anni duemila fonda il gruppo Gli Inquilini, con cui pubblica due dischi ufficiali per AntibemusicBenvenuti nel paese dei mostri (2003) e Bentornati nel paese dei mostri (2004).Nel 2005 si sgancia dal gruppo e pubblica il suo primo album solista: Mr. Kirbi. Distribuito in allegato alla rivista di settore DaBomb/HipHop MagazineMr. Kirbi vende circa 15.000 copie, diventando di fatto uno dei dischi rap più venduti all’epoca.  
Nel 2007 è la volta di Al di là del previsto, ultimo album ufficiale realizzato da Barry Convex sotto etichetta La Grande Onda. L’album riprende le ambientazioni cyberpunk tipiche dell’artista, ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e di critica.Tuttavia, il rapper romano decide di uscire dal rap game e di rimanerne fuori fino al 2019, anno in cui, a Milano, incontra il team di Full Clip e torna nuovamente al microfono. Dopo alcuni singoli pubblicati, Barry Convex esce ora con Oltre il futuro che parla, un prodotto in cui raggiunge la sua maturità artistica. Il disco è inoltre impreziosito da una produzione del duo Angelo Street Beat & Francesca Franz, beatmakers romani che prediligono l’utilizzo di samples e break beats, come da tradizione hip hop.
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