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L’oscura arte del mixing e mastering

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Alex Tumay, Seth Firkins, Kesha Lee, questi nomi vi suonano familiari? Sono le menti dietro alcune delle più grandi hit di artisti come Future, Young Thug e Lil Uzi Vert. Pur non essendo concettualmente dei produttori rivestono un ruolo molto più cruciale nella creazione e nella corretta restituzione di un brano al pubblico: il mixing e il mastering. 

In che cosa consistono? La pratica del mixing, e del successivo mastering, riguarda l’insieme di accorgimenti e modifiche apportate ad una traccia volte a garantire una corretta pulizia sonora. L’ingegnere deve innanzitutto normalizzare tutte le tracce, se parliamo di un album, affinché abbiano tutte lo stesso volume, ed infine assicurarsi che ogni strumento suoni esattamente come configurato. Specialmente ora che la trap, ricca di distorsioni, profondi 808, impattanti clap, martellanti snare, domina il mercato, è cruciale che ogni singolo componente risuoni rieccheggi in modo chiaro e univoco. 

Dopo questo lungo processo entra in gioco la fase di rifinitura finale: il mastering. 

Nel mastering l’ingegnere, talvolta diverso dal mixatore, continua la rifinitura accertandosi, su consiglio dell’artista, di non stravolgere le sonorità presenti. Egli successivamente si accerterà dell’assenza di rumori di fondo fuorvianti, e che lo skip tra una traccia e le seguenti sia fluido e dinamico. 

In questa clip, risalente al 2014 possiamo notare come Metro Boomin, appena completato il beat, lasci spazio all’ingegnere, più competente di lui in materia, affinché egli possa effettuare le ultime modifiche. Il tutto avviene sotto l’egida dell’attento Travis Scott, che guida la mano del talentuoso ingegnere nel completare la propria visione. 

Cambiando genere i fatti non cambiano: il mixing e il mastering sono lo spartiacque tra un prodotto di qualità ed uno scadente. “Death Magnetic” dei Metallica nonostante l’enorme successo commerciale fu etichettato come “un album che suona male”.Decine di migliaia di fan firmarono una petizione affinchè quest’ultimo venisse re-mixato, ma ciò si rivelò inutile se non vano. 

Dimentichiamoci per un attimo degli artisti , dei beatmaker od oppure dei grafici, gli ingegneri sonori sono i veri eroi silenziosi sulle cui spalle si erge il vasto mercato musicale, dei quali spesso l’ascoltatore medio ignora o dimentica l’esistenza, ed ai quali spetta un grande grazie se la nostra traccia preferita spacca o manda tutto il locale su di giri. 

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Melchiorre
Studente e fanatico dell'Hip-hop, ascolto tutto e tutti ma ricordati di mandarmi il link.
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