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Intervista a Rickie Snice: il nuovo album “Snice Hotel”

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Snice Hotel” è il nuovo album di Rickie Snice con B.I.G. Agency, disponibile da mercoledì 29 maggio su SpotifyiTunes e tutte le principali piattaforme di streaming per Woørap Industries.

Snice Hotel” rappresenta un nuovo punto di partenza per Rickie Snice, un album ricco di contenuti che il giovane artista ha la necessità di comunicare. Interamente autoprodotto il disco offre un sound variegato che riesce a fondere alla perfezione l’arte del campionamento, il groove e le sonorità mediterranee ottenendo come risultato un’energia sonora rara.
Il concept vuole rispecchiare l’Italia degli ’90, l’epoca d’oro tricolore in chiave siciliana. 
Rickie Snice torna a dimostrare il bagaglio culturale e tecnico maturato con l’esperienza di una vita dedicata alla musica.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Rickie Snice in occasione dell’uscita del suo ultimo progetto.

Ciao Rickie. Nel tuo album si sentono tante influenze diverse,  raccontaci dei tuoi esordi e come sei arrivato a costruire il tuo sound.

Avevo circa 13 anni quando compravo le musicassette di hit mania dance e le ri-mixavo in sequenza diversa, quindi il mio primo approccio con la musica è stata la italo dance fino alla house music dei primi anni 2000.
Nel 2002/2003 mi sono scontrato con la black music, all’epoca se ricordo bene era appena uscito “In Da Club” di 50cent e quel suono mi ha letteralmente rincoglionito fino ad arrivare al rap italiano del sottosuolo. Nel 2008 ho sentito l’esigenza di uscire dal ghetto che avevo costruito con l’hip hop, da li ho iniziato a frequentare club dove suonavano elettronica così ho iniziato mescolare il suono di quella roba rumorosa a quello che avevo fatto fino a quel momento. Ho esordito con un remix di “Bring The Noise” dei Public Enemy, un promoter di catania aveva trovato questo remix sul mio myspace. Il 2009 è stato un anno molto significativo per la mia musica, ho dato tantissimo, producevo h24 fino ad esaurire ogni idea, mi servivano nuovi stimoli e sono andato nella capitale europea della musica da club, “Londra”. La mia vera palestra è iniziata in UK. Nel 2012 sono tornato per motivi familiari e alcuni miei amici con cui facevo rap all’epoca mi hanno fatto ascoltare un tipo fortissimo “Salmo” e mi sono detto: “minchia ma ci sono artisti seri ancora” da quel momento ho sceso di nuovo i bpm.

Tu produci anche, pensi sia importante per un rapper saper anche costruire le strumentale? 

Io credo nell’attitudine, se ce l’hai puoi farlo, Rickie Snice nasce come produttore, l’esigenza della scrittura viene perchè si hanno cose da dire.
Un rapper oggi può anche fare a meno di crearsi i beat, basta andare su Youtube per trovare quello che serve, sapersi cucire un abito addosso non è semplice a mio personale parere.

La tua poetica si basa molto su Catania e le tue origini. Cosa manca a quella realtà per arrivare ai livelli di Milano, Napoli e Roma?

Mi considero una persona ottimista, ma sul music business siciliano ho perso tante volte questa scommessa, sull’isola manca tanta cultura, mancano le strutture adatte, i promoters non hanno la minima idea di cosa fanno, il loro pensiero principale è quello di rientrare con le spese del party, non ho mai visto un gruppo organizzativo spingere un artista locale al 100%.. 
Tutto deve partire da loro, un investitore non darebbe mai fiducia a queste persone per creare una label o un agenzia. 
Noi con il progetto “woørap” abbiamo creato una struttura, ma siamo stati costretti a spostare tutto a Milano, perchè se voli leggermente più alto, qui, si aggrappano tutti per farti tornare a terra. 
Evidentemente gli va bene così. Posso solo dirti che non demordo, prima o poi tornerà la vera essenza dell’arte in Sicilia. 🙂

Progetti futuri?

Ho tanti progetti in cantiere che per accordo non posso comunicare.
Solo il futuro darà risposta, io continuerò il mio percorso artistico fino al raggiungimento dei miei obiettivi.


BIO:
Rickie Snice, all’anagrafe Giovanni Riccardo Carpinteri, nasce come dj e producer influenzato fin da ragazzo dalla italo-dance degli anni ’90 e dalla scena hip hop d’oltreoceano come Dr. Dre, 50 Cent, The Game e Mari J. Blige. Cresciuto producendo i suoi beat attraverso l’uso di strumenti analogici, arriva a suonare nei maggiori locali notturni di Catania. Raggiunta una certa consapevolezza musicale decide di trasferirsi a Londra dove viene chiamato come dj nei club e ha l’opportunità di mettere alla prova le sue produzioni house capaci di unire le sonorità inglesi al groove mediterraneo. La particolarità del suo suono lo porta ad esibirsi in locali come l’Egg, club di fama internazionale, e in diverse serate sparse per la capitale britannica. In seguito si avvicina alla label Snatch dove inizia a produrre tracce ancora suonate dai vari dj dell’etichetta stessa. Fatto ritorno in Sicilia si dedica alla sua vera passione, il rap, dove oltre a suonare nei più importanti party dell’isola fa il suo debutto come rapper con il brano “Zero9Cinque”, diventato subito un classico catanese. Avviene in seguito l’incontro con Talbot, artista di cui assume le vesti di produttore ufficiale e con cui crea la crew WOØRAP INDUSTRIES.

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