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Nello Studio XL

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Siamo stati nello studio di Crookers e Mace dove è nata una nuova realtà: 47Milano

Figlio di Bologna, fuori dalla metro maledico Milano. Tanto grande e neanche un portico, che quando piove e l’ombrello all’angolo della strada non lo vuoi comprare, ti bagni. Fradicio e a destinazione ho cercato il civico: pensavo una porta, ma si è aperto il cancello affianco.

Dall’altra parte c’è Koki che mi guida, mi passa un’ Ichnusa gelata. Attorno a noi divanetti bassi, scale che portano giù e porte. Me ne indica una, “lì c’è Crookers“, e indicando un’altra porta dice che là più in fondo, poco prima, come tutti i giorni c’erano Mace e Venerus.

Con le birrette scendiamo le scale, svoltiamo a sinistra, prima in un grande atrio che appare esattamente come ce lo si potrebbe aspettare uno studio di registrazione nel sud milanese. L’aspetto garage, il bianco predomina e lascia la sensazione di quei grandi spazi dove idee e spiriti fermentano; e ancora porte, divanetti e posaceneri, ma questa è solo l’anticamera. Allora Koki afferra una maniglia e tira: si apre una porta che ne nasconde un’altra-siamo davanti allo studio. Apre la seconda maniglia che rivela pannelli isolanti colorati e una distesa di bottoni, tasti, mixer e cavi, capitanati da un grande Mac davanti al quale con un’Ichnusa in mano ci attende seduto @volantis__.

Nello StudioXL, accanto ai grandi, ha spazio una nuova e febbricitante realtà di produzione, 47Milano. Passiamo subito all’ascolto di alcuni inediti, mi parla di giovani rapper del milanese, alcuni scovati di persona, altri quasi per caso, tramite amicizie. Sheik è il primo della lista. Sardo, ha un album in uscita e un trascorso nella scena old school.

Volantis, aka Alessandro Carnevali, mi spiega come nelle produzioni si è volutamente cercato di creare sonorità moderne, che facessero da contrasto al rap diretto e serrato, per creare qualcosa di nuovo.
K.Wasabi è diverso. Il suo immaginario figlio del Giappone, il suo rap più delicato. Esempio? Déjà-vu.

Ma allora mi sorge un dubbio, dopo due ascolti così diversi tra loro. Chiedo ad Alessandro come sceglie i ragazzi con cui iniziare un progetto in studio. Lui tira indietro la poltrona-mobile, viene via dal Mac, e incrocia le braccia. Mi risponde dopo un pausa, quasi confessando, che un producer quando lavora con degli emergenti deve per forza di cose saper essere anche un supporto morale “come uno psicologo”.

Bisogna saper spronare i ragazzi che vengono qua, anche perchè magari fuori dallo studio la vita è un casino, e ognuno queste cose se le porta dietro. Ci deve essere infatti un’intesa umana, è una condizione fondamentale.” Koki annuisce e Alessandro aggiunge che “quando li vedo venire qua, ogni settimana con un pezzo nuovo e li vedo carichi, propositivi, scatta la scintilla. Come con Cov.”

La realtà di 47Milano nasce dal connubio di dj e beatmakers. Il team si compone di più ragazzi, tutti ritrovatisi nella scena rap e con valide produzioni alle spalle, seppure appartenenti ad ambienti diversi. Volantis mi parla dei ragazzi con cui lavora, “fantastici beatmakers”, e racconta di come lui – residence ai Magazzini Generali – non nasconde di sentirsi a suo agio nella produzione techno così come in quella elettronica. A tal proposito mi fa sentire alcuni beat, di futura uscita, che sembrano adatti a un rave eppure ha trovato chi ci rappa sopra, e con stile.

Prima di salutarci ci ascoltiamo insieme Cov. Mosè Cov collabora con 47Milano già dal 2018. Mi mostrano l’anteprima del video di Fuga per la gloria, che a tratti, sembra l’inno di ciò che sarà.  

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Emme Damna
Nato poco prima che il millennio volgesse al termine, ho vissuto inseguendo una sconosciuta, tra i libri, che aveva chiesto di essere seguita. Lei era provincia, ed io un ragazzo dei tanti, figlio della musica e dei samprietrini
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