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Live Report: Mi Ami Festival parte II – Sabato di Stelle

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Emme Damna: Sabato siamo arrivati prima, con meno birrette e il timore della pioggia. Abbiamo fatto un giro tra i palchi, fermandoci a un certo punto affianco ad Appino ad ascoltare. Si stava esibendo Victor Kwality sul palco Jowae portando A muso duro, pezzo d’apertura dell’ultimo EP. È stato lui probabilmente il più energico del festival, tra aste dei microfoni lanciate in aria e corse per il palco, ha intrattenuto davvero bene il pubblico pomeridiano nascosto sotto le mantelline. Quando il live è finito mi sono girato: Cabiria era sparita. Quando l’ho ritrovata, poco dopo, era intenta a parlare con un amico organizzatore sotto il palco di Mike Lennon. A quel punto era il mio turno, e sono scomparso anch’io. Girovagando per il festival e mangiando panini costosi, mi sono imbattuto in vecchie conoscenze: il resto quindi ve lo racconterà lei, meglio di me.

Victor Kwality live al Mi Ami Festival 2019

-Cabiria: Il ventitreenne di origini vietnamite che già dallo scorso anno sta dominando la scena rap grazie al flow incalzante e ai testi pungenti. Nato a Parma è quindi a tutti gli effetti italiano, Lennon ha dovuto ugualmente farsi carico del “peso” di essere nato con tratti palesemente asiatici; un’etichetta che come sappiamo si porta dietro tutta una serie di sciocchi stereotipi, ingenuamente alimentati dall’immaginario collettivo e difficili da sradicare. Poco importa, perché il giovane rapper e produttore ha pensato bene di sfruttare tali preconcetti per dare vita ad un personaggio caricaturale, divertente e sprezzante, che si descrive come ovviamente affamato di cibo cinese, riso e gamberetti ed è chiaramente incapace di pronunciare la R.
Così, il capo dell’asian rap si è conquistato il suo posto sul palco del Mi Ami, dando filo da torcere a chi ancora paragona la sua musica alla LOL rap. Certo, qualche dubbio ci è venuto anche a noi quando dal palco sono partite direttive tipo animazione estiva, con Lennon che incitava ad alzare le mani a turno da un lato e dall’altro del pubblico, e poi tutti assieme! Serio o no, vederlo divorare la scena, danzando e cantando come un vero animale da palcoscenico, ha tolto ogni dubbio riguardo il suo innegabile talento. A raggiungerlo sul palco per un feat a sorpresa, il rapper di Spezia G.bit, in impermeabile giallo acceso ed energia.

Mike Lennon & G.Bit al Mi Ami Festival – Ph by @Cabiria__

Subito a seguire, Chadia Rodriguez è salita sul palco, anche lei vestita di colori fluorescenti e grinta. Per metà marocchina e per metà spagnola, è stata la prima rapper donna sulla playlist rap di Spotify e a vent’anni vanta già collaborazioni con i Big dell’hip hop italiano, Big Fish e Jake La Furia.  Quest’ultimo non ha esitato a salire sul palco, regalandoci un bel live di ”3G”, il pezzo pubblicato cinque mesi fa in cui i due collaborano sotto la produzione proprio di Big Fish. Nel video della canzone compaiono anche le ex Bada$$ B, Fishball e Christina Bertevello.

Un live sicuramente carico di emozioni, in cui Chadia ha sottolineato più volte quanto sia affezionata al suo pubblico e quanto ci tenga al calore e all’amore che “i suoi diavoletti” le danno ogni giorno. Sullo sfondo la dj e producer TAMI, che segue Chadia in tutti i suoi live. Di origini moldave\vietnamite, di lei sappiamo ancora molto poco, ma non vediamo l’ora di scoprire qualcosa di più.

Emme Damna: Ah, chiedo scusa a Cabiria ma faccio una piccola incursione perché due parole sul concerto che ha fatto esplodere il festival bisogna spenderle. Per rendere l’idea: aggiungi a Mahmood, giovane artista fresco di San Remo e di un’ottima performance all’Eurovision, Guè e Sfera Ebbasta. Poi mettili sul palco della collinetta all’interno di uno dei festival più attesi d’Italia. Otterrai un grande pubblico, composto da curiosi e fan, ragazzi e bambini, tutto questo a costruire uno scenario che permette al movimento e alla più recente ondata musicale di affermarsi ancora una volta. Mahmood ha un enorme talento. Il palco con lui sembra piccolo e la sua voce cattura, le sue cadenze fanno muovere e le basi ballare un pubblico già soddisfatto di suo. Può non piacere, ma live è forte. L’ex Dogo Club e la rockstar di Ciny, infine, rompono ogni indugio e rendono ancora più speciale l’esordio a Milano del ragazzo ventiseienne, che dice, durante una pausa: “prima di San Remo avevo suonato all’Ohibò, qui a Milano, ma è questa la prima data che sento davvero importante nella mia città“. Passo e chiudo-.

Sfera Ebbasta & Mahmood – Fonte @Miami_Fest, ph by @silviaviolanterouge

Ciliegina sulla torta, i live sul Palco Jowaé si sono conclusi con la Regina della Notte che ci ha regalato l’ultima chicca prima di concludere la serata (o per iniziarla). Myss Keta sul palcoscenico è a casa propria, mostra confidenza e destrezza non indifferenti, non si lascia intimorire da un pubblico davvero imponente, e cavalca la scena con agilità, incantandoci tutti con la sua femminilità ostentata ma comunque di classe. Uno show incantevole, condito da tre eccentriche ballerine tutte vestite uguali e da coreografie stuzzicanti. Ancor più straordinari le ospiti salite a sorpresa.

Elodie, Joan Thiele, Myss Keta e Priestess al Mi Ami festival – Ph by @Cabiria__

Insieme a Myss Keta, hanno cantato Elodie, Joan Thiele e Pristiess, corsa al Mi Ami appena dopo il suo live al Wired Next Fest 2019. Insieme, le quattro artiste hanno inciso “Le ragazze di Porta Venezia” per il nuovo album di Myss Keta, “Paprika”. Come se già così non fosse stato incredibile, Roshelle si è aggiunta alle ragazze, cantando insieme a loro l’orgoglio rap tutto al femminile.
E chiaramente, come poteva non mancare Gué Pequeno a duettare insieme a Myss Keta l’ultimo pezzo “Pazzeska”?

Myss Keta & Guè Pequeno al Mi Ami Festival – Fonte @Miami_Fest, ph by @silviaviolanterouge

Quest’anno al Mi Ami la musica rap è stata davvero protagonista, ci ha fatto ballare, ci ha fatto divertire, ma ci ha fatto anche riflettere. È stato bello rendersi conto che certi limiti di molte forme di discriminazione che purtroppo ancora oggi sono presenti nella nostra cultura, almeno nella musica svaniscono. Sul palco sono saliti artisti e musicisti dalle origini più disparate e di tutti i sessi, a sottolineare che l’arte è per tutti e di tutti, senza distinzioni. Ci auguriamo davvero che l’apertura mentale caratteristica di queste forme di espressione possa diffondersi ovunque, diventando parte integrante del nostro modo di pensare.

Report a cura di Cabiria & Emme Damna.

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