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IZI, a cosa serve “Aletheia”

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A COSA SERVE ALETHEIA

Da Pizzicato, l’ultimo album, è passato un anno e mezzo. Aletheia è uscito venerdì scorso ed era uno dei progetti più attesi del 2019.

Nell’epoca di singoli ed Ep pubblicizzati come grandi progetti e spesso contenenti tappabuchi, esperimenti e hit vecchie di qualche mese, Izi supera abbondantemente i 30 minuti di discografica consuetudine e porta ben 16 tracce. L’album affronta la depressione post Pizzicato che il ragazzo di Cogoleto ha ammesso di aver dovuto vivere nell’ultimo anno e mezzo: tra storytelling, spiritualità e le tante collaborazioni, Izi torna alla ribalta.

“/Ho mosso passi nella notte”, dice in Volare II. Dopo l’uscita di Pizzicato nel 2017, album e anno che hanno confermato Diego Germini come uno dei più interessanti del panorama urban italiano, nel 2018 il ragazzo di Cogoleto si è fermato: ha pubblicato “Fumo da Solo”, anticipazione all’album, nel 2019 “Dammi un Motivo” e “Magico”, che ha raggiunto i 3M di stream su Spotify e che ben prometteva in ottica LP. E così è stato.

Aletheia è verità, e Izi attraverso i suoi testi ci mette davanti a sedici racconti. Dal De André di Dolcenera a Il Nome della rosa, la testa dell’album in cui il mutamento è annunciato a chiare lettere:

“/Ho bisogno di più spazio per cambiare pelle”

E poi le collaborazioni. In Ok con Speranza, uno dei nomi più caldi del momento, e nella già streammatissima 48H con Sfera, ancora sulla vetta, Izi mantiene comunque il timone. Per i ragazzi di Cinisello e Caserta rimane la seconda strofa, non solo per l’ordine di entrata, ma perché entrano quando Izi ha già marchiato di incastri e flow i beat di Davide ICE e Charlie Charles. In Aletheia c’è spazio anche per Mace l’hitmaker, prima da solo in Dammi un motivo, poi insieme a Venerus-Pane e Mollica-. Tha Supreme, che firma Carioca e co-produce Fumo da Solo. E poi altre importanti collaborazioni: Zangirolami, Maaly Raw, Heezy Lee, Josh Rosinet, High Klassified, Frankie P. e Bijan Amir.

Ma Aletheia ci lascia qualcosa. In un momento storico sempre più composto da brevi progetti ed EP sonda-mercato, Izi ci porta sedici tracce unite da qualcosa. No, non è il messaggio nascosto tra le righe e recitato parola per parola in 11 pezzi su 16. Diego attraverso un progetto intriso di sotto testi all’interno di un immaginario preciso e ricercato, porta un rap fresco, d’impatto, di forma e contenuto: ci lascia la certezza che il livello si sta alzando, che la generazione del 2016 ha ormai rotto la scatola della Trap e ha messo la testa fuori.

Tutt’altro che scontato. Dal moto portante di rivendicazione e rivalsa che infiamma esordienti e non solo, i ragazzi che tanto promettevano hanno già mantenuto. Izi non si sente più parte di una scena trap definita da lui stesso ormai “di plastica”, ma rivendica il suo passato struggle per creare qualcosa di nuovo, che si specchi maggiormente nel cantautorato ispirandosi a sonorità oltralpe-oltreoceano.

Venerdì 10 maggio è uscito Altheia: la trap oggi sta più stretta a tutti

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Emme Damna
Nato poco prima che il millennio volgesse al termine, ho vissuto inseguendo una sconosciuta, tra i libri, che aveva chiesto di essere seguita. Lei era provincia, ed io un ragazzo dei tanti, figlio della musica e dei samprietrini
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