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Intervista a Drimer: “Questo è solo l’inizio”

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LA PROVA VIVENTE è un album diverso dal resto, da Inception. Abbiamo creato suoni più moderni, il tutto accompagnato da buone liriche con del contenuto. Per me questo è un trampolino, è  l’inizio.

Francesco, in arte Drimer, mi ha raggiunto al tavolo. Siamo al Ral8022, si è appena esibito per Radio Raheem in un freestyle non stop. Dal vivo è carico come in cuffia; con lucidità racconta ad HHST il percorso che l’ha portato fino a qui: da Trento a Milano con il rap in testa.

Prima di tutto il nome

Drimer:Avrei sempre voluto chiamarmi JD, come quello di Scrubs, hai presente…però sono sempre stato un dreamer, fin da piccolo. Ho scelto di sognare, e ho italianizzato il nome per sentirlo più mio. Quindi Drimer.

Quest’album è un punto d’arrivo, un sogno che si realizza?

E’ come nei videogiochi sai, il checkpoint: quando muori ricominci da lì, non dall’inizio, però il gioco continua, e si deve andare avanti. Ho avuto la possibilità di lavorare in uno studio professionale, di realizzare collaborazioni importanti come Egreen, Mattak. Esco per un’etichetta, Pluggers. Certamente ho tagliato un traguardo importante, un sogno che si realizza. Ma bisogna guardare subito avanti.

Poi le tue liriche. La tua scrittura è piena: di significato e sotto-testi. Come componi, come scrivi, come scegli le parole?

Per esempio Inception è molto più concettuale, La Prova Vivente invece è un album più spontaneo, naturale. Prima scrivevo con molta più ricerca. Ora la mia ricerca si è spostata sulla naturalezza, scrivo nel flusso, nella spontaneità. Realizzo i testi diversamente, i miei migliori pezzi del resto li ho realizzati così, come Abbastanza per farcela, Noi non vi vogliamo e altri.

 “Riporto l’Italia a rappare partendo da Trento”, citando Scrivo Facile.

 –Sì, Trento per me è un orgoglio, mi sento di doverla rappresentare. Ha sempre avuto una grande scena HipHop, come Zona Blu, Ares Adami e tanti altri, una scena densa, fluida.

Drimer

Affianco al tuo nome si legge quello del tuo produttore, Ric de Large: raccontaci di lui.

Ci siamo conosciuti cinque o sei anni fa, produceva molti rapper nella zona di Padova che frequentavo. Gli chiesi un beat, nacque un singolo che comunque poi decisi di mettere all’interno di un EP. È stato una svolta per la mia musica, sia qualitativa che personale: avere una persona con cui collaborare fianco a fianco fa la differenza. Lui poi ha un background di musica elettronica, e anche questo è molto utile per me nel confronto.

Il piatto di tartine affianco a noi viene preso d’assalto: Pepito Rella passa, un giro di brindisi, e poi Drimer ci tiene ad aggiungere, a finire il discorso.

Io e Rick non ci adattiamo, contestualizziamo, facciamo nostra la wave e la esprimiamo con le nostre idee. Il rap in Italia è al suo picco, e questo lascia molta libertà espressiva.

Poi parliamo del passato, delle prime rime ispirate da 8Mile e Fabri Fibra, di quel rap che è riuscito, ad inizio duemila, a rivelare una strada in Italia. “Da lì ho pensato che fare rap in Italiano era possibile“, mi dice. Ma Drimer nasce freestyler; gli chiedo se, al giorno d’oggi, stia andando perdendosi l’arte dell’improvvisazione.

Preferisco stare in studio, fare canzoni. Ma il freestyle fa parte dell’essere MC. Le persone che cominciano adesso sono molto meno legate al freestyle. Vivevo in provincia, produrre pezzi era difficile per mancanza di persone, strumentazione. Il freestyle, in giro, nelle serate, era l’unico modo per fare rap, per cominciare a frequentare gli ambienti. Certamente ora il freestyle inteso come momento iniziale non va più.

Tre nomi italiani:

Johnny Marsiglia 
Ammiro la sua serietà di scrittura.

Egreen
Per la sua serietà nell’essere rapper.

Marracash
Beh, il più forte.

E oltreconfine?

J.Cole.
Mi ha dato tanto.

“Compra i biglietti perché io sono pronto.”, è la chiosa finale dell’album: Dove sarà Drimer nel futuro prossimo?

Sabato sono a Trento, poi a Napoli. Con Inception sono stato in tour per un anno, sarà così anche con La prova vivente.


Il nuovo album di Drimer “La prova vivente”, fuori per Pluggers, è disponibile dal 17 Maggio 2019 sulle maggiori piattaforme digitali e nei migliori negozi di dischi.

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Emme Damna
Nato poco prima che il millennio volgesse al termine, ho vissuto inseguendo una sconosciuta, tra i libri, che aveva chiesto di essere seguita. Lei era provincia, ed io un ragazzo dei tanti, figlio della musica e dei samprietrini
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