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Due Parole su: Rkomi musica leggera

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È vero: ad ascoltare “Dove gli occhi non arrivano” sembra di dover per forza prendere una posizione. Mirko non è più Rkomi: due parole sulla scuola italiana 

E corri tra i palazzi. Metti insieme un paio di amici, magari di Genova. Dividi la stanza, poi il sogno. E corri per la strada. Quando arrivi applausi ma ancora lavoro, un altro palco, un altro disco, un altro palco. Dai palazzi ai palazzetti, diceva qualcuno. 

Non ho sottomano le classifiche FIMI, non so se tra i pezzi più caldi di una primavera sempre più densa di eventi e date ci sia Rkomi ai primi posti. Mi chiedo piuttosto se siamo pronti, tutti. Se la nuova scuola italiana sia pronta al ricambio generazionale che sta portando in atto, o prima o poi sfuggirà di mano come fosse un golpe mal preparato, e si tornerà ad autocelebrarsi re dei vicoli. Ma chi temporeggia è perduto. Allora bisogna rendersi migliori più che migliorarsi, e prendere le giuste sembianze per occupare lo spazio fino a poter raccontare una versione ottimizzata di sé, del proprio mondo. Ma quando cambi te stesso dividi e spezzi gli altri. E quando ti volti, poi, noti facce storte, sbuffi, sorrisetti, proprio di chi ti aveva seguito così da vicino fino a quel momento.

Rkomi

Chiunque spicca il volo è tenuto ad affrontare il momento in cui si dovrà voltare, dopo poco, e un po’ come una resa dei conti con i vecchi amici che si sentono abbandonati, traditi, il liet motiv del non sei più quello di prima invaderà il dibattito. Paradossale, poi, succeda proprio all’interno di questa nuova scuola, che in Italia si è posta come prepotente avanguardia facendosi carico dell’onere – onore lo diciamo sottovoce – di stupire e rinnovare ad ogni release date. Del resto la sfida sta nelle potenzialità del divenire, quando il brusio di sottofondo, irriconoscibile ed indistinto in un primo momento, può ancora tramutarsi in un applauso riverberato. 

Mirko nelle interviste è emozionato. Quando parla fa pause- mette molte parole tra le pause. Quando racconta delle collaborazioni con Jovanotti ed Elisa, con il compagno Ghali, è visibilmente felice. Più genuino di quanto traspaia. Racconta della fuga a Johannesburg con Charlie Charles, della ricerca dei suoni e dei testi che “fanno parte di me“, tiene e a precisare dopo un’altra pausa. 

Rkomi nel giorno di Marzio Vendute rilascia un album essenzialmente pop. Dalle sonorità ammiccanti e danzerecce che abbracciano la bella stagione alle porte. I ritmi sostenuti ed i ritornelli a cuore aperto hanno fatto storcere il naso a chi si aspettava che il ragazzo di Calvairate si confermasse più cattivo. Più affamato. Più autocelebrativo. Ma Mirko ha rifiutato l’ego trip di cui Rkomi necessitava per prendere il volo nel classico percorso: riuscirà comunque a riempire i palazzetti. 

Rkomi non si prende la scena ma allarga le braccia e si sposta, a suo modo sperimenta sulle ovviamente ottime produzioni di Charles. Vero, il suo pop si adatta agli stilemi della musica leggera italiana e non ne disegna di nuovi, è tanto audace quanto un passo indietro, con i testi in cui mette sé e parla di banchi di scuola, di ragazze, amori. A fare un passo indietro è stato Rkomi rispetto a quello che aveva rappresentato fino a qui. Mirko, invece, si è mosso. Ha reso umano il suo ultimo lavoro, ha avuto la forza di uscire dal percorso tracciato e si è mostrato senza vergogna definendolo parte di sé, “sono un sentimentalone, anche questo è parte di me“. 

Rkomi è cambiato.

Ha provato a ottimizzarsi e a presentare una nuova versione di sé, inimitabile e distinta. Tanti corrono dai palazzi ai palazzetti, pochi presentano featuring con Jovanotti ed Elisa. E ha scelto così, di accostarsi a qualcosa più grande di lui provando a splendere, per lo meno a tratti, di luce propria, in un disco che rimane orecchiabile ma nel quale seppur presenti pezzi che allargano il raggio del target- da Blu a Mikado-, passata l’estate e le brezze marine ci porteranno nuovamente a chiederci cosa ne è rimasto. 

Volevo parlare di Mirko senza parlare di Rkomi, ma è vero: ad ascoltare “Dove gli occhi non arrivano” sembra di dover per forza prendere una posizione: Mirko si è già voltato. E Rkomi? 


Il nuovo album di Rkomi “Dove gli occhi non arrivano” è disponibile dal 22 marzo 2019 sulle maggiori piattaforme digitali e nei migliori negozi di dischi.

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Emme Damna
Nato poco prima che il millennio volgesse al termine, ho vissuto inseguendo una sconosciuta, tra i libri, che aveva chiesto di essere seguita. Lei era provincia, ed io un ragazzo dei tanti, figlio della musica e dei samprietrini
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