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“Devil’s Work” è il manifesto di una cultura

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Joyner Lucas, “Devil’s Work” è il manifesto di una cultura.

Alla voce “cultura” l’enciclopedia Treccani recita:

in senso antropologico, il complesso delle manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo o di un gruppo etnico, in relazione alle varie fasi di un processo evolutivo o ai diversi periodi storici o alle condizioni ambientali.

Pertanto posso affermare che la cultura, semplificando la definizione, è il fattore che concorre a delineare il senso di appartenenza al proprio gruppo etnico. Nella black music, specialmente nell’hip-hop, il concetto di “culture” è altrettanto caratterizzante. Esso infatti rappresenta lo spirito che pervade e discrimina i comportamenti e l’artisticità della popolazione afroamericana.

Joyner Lucas nella sua ultima opera, forte di questa “culture” ha rimarcato in maniera chiara e univoca quanto essa sia un pilastro per la popolazione afroamericana. “Devil’s Work”, estratto dell’attesissimo disco “ADHD”, mette nuovamente in luce le peculiari doti di storyteller di Joyner. Nel brano infatti, accompagnato dall’inedito videoclip, vediamo il rapper intraprendere un personalissimo dialogo con Dio, con il quale egli si confida ed al quale chiede delucidazioni sul proprio disegno universale poiché a lui, il mortale Joyner, appare incomprensibile e ignoto.

Superato il disorientamento iniziale, dovuto alla riverenza nei confronti dell’atipico interlocutore, il rapper passa al contrattacco con affermazioni taglienti come: <<They say you never wrong but you done a few mistakes” >>.(dicono di non mettere in dubbio il tuo giudizio, ma stavolta hai commesso alcuni errori). Egli infatti, riferendosi alle tragiche dipartite di celebri MC e illustri afroamericani e non, riflette su quelle che, secondo lui sono le falle nel grande progetto di Dio.

Joyner é a spada tratta: “perchè noi afroamericani, oppressi da secoli, dobbiamo morire? Perché son dovute morire icone come X, Martin Luther King, 2Pac, Nipsey Hussle, oppure innocenti come Trayvon Martin? E infine, come giustifichi che chi ci schernisce come le giornaliste Tomi Lahren e Laura Ingraham, o noti assassini come Zimmermann siano ancora in circolazione?

Queste domande dal sapore esistenziale, a cui Lucas probabilmente non riceverà mai risposta, sono il manifesto della “culture” di cui Lucas è un fiero esponente, e sono tristemente ricolme di amarezza e disillusione rispetto ad un mondo nel quale le avversità non cessano di palesarsi.

Infine, ciò che risalta non è solo la forza del testo, ma è come Lucas ha cucito quest’ultimo sulla strumentale dei SoSpecial. Nei tempi odierni in cui la musicalità oscura, talvolta, la produzione di un testo efficace che esuli dalle banalità e i luoghi comuni, Lucas nuota controcorrente centrando quel mix di liricismo e rendez-vous melodico proprio di alcuni suoi illustrissimi colleghi.

Joyner Lucas non sarà in cima alla brulicante scena rap statunitense, ma, a mio parere, è uno dei pochi MC che – in modo unico- ha sempre qualcosa da dire.

Il nuovo singolo di Joyner Lucas “Devil’s Work è disponibile dalla mezzanotte del 2 maggio 2019 sulle maggiori piattaforme digitali e dal 6 maggio su youtube con il videoclip diretto dallo stesso Lucas e Ben Proulx.

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Melchiorre
Studente e fanatico dell'Hip-hop, ascolto tutto e tutti ma ricordati di mandarmi il link.
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