Share
Home Rap Italiano Speaker Cenzou "Stay come il merlo 2030", il nuovo video con Clementino,...

Speaker Cenzou “Stay come il merlo 2030”, il nuovo video con Clementino, Rocco Hunt, Jovine e Papa J

SEGUICI

5,130FansLike
15,237FollowersFollow
49SubscribersSubscribe
Share

È uscito “Stay come il merlo 2030” il nuovo video di Speaker Cenzou.

Speaker Cenzou ritorna alla grande con “Stay come il merlo 2030”, tratto dall’album “Bc’20”, il remake di un brano che ha oltre 20 anni ritorna in versione nuovissima con i featuring di Clementino, Rocco Hunt, Jovine e Papa J

Se negli anni ’90 “Stai come il merlo” era un inno alla legalizzazione delle droghe leggere, oggi Speaker Cenzou ritorna sul tema con una posizione di spessore: “La legalizzazione della marijuana è innanzitutto sviluppo e lavoro – spiega il rapper di San Gaetano – il modello a cui dovremmo guardare nel nostro paese è quello del Colorado negli Stati Uniti dove la legalizzazione ha portato aumento di posti di lavoro, abbassamento delle tasse e benessere per i cittadini. Le battaglie antiproibizioniste oggi hanno prodotto risultati in tutto il mondo e non possiamo non vederli, sono lì e parlano di aumento del PIL, occasioni di lavoro e interi nuovi settori produttivi che si sviluppano. Ma soprattutto – continua “il bambino cattivo” – in Italia significa debellare le organizzazioni criminali che vendono marjuana di bassa qualità e si arricchiscono con i profitti“.

Una hit dal beat deciso curato da Iken, presenta “Stai come il merlo” come un lavoro di contenuto e non di semplice svago: “Molto spesso i rapper fanno brani sulla legalizzazione solo come oleografia della cultura dello sballo – aggiunge Cenzou – personalmente non solo non mi interessa questo ma credo che trascendere in banalizzazioni sia dannoso e non serva a focalizzare il problema e le proposte“.

Il video, curato da la “Sfiamma production” di Luca Maisto è di assoluta originalità e fa vivere i personaggi del brano – pupazzetti di plastilina che animano una scenografia artigianale e minimale- in una sorta difiaba antiproibizionista: dai pupazzetti di Speaker Cenzou, Clementino, Rocco Hunt, Jovine e Papa J, passando per il “merlo” e i “dottori merli” fino a Giovanardi (che interpreta la politica contro la legalizzazione), il nerd proibizionista e il poliziotto stilizzato come un nazista. Una fiaba che avrà ovviamente il suo lieto fine.

Il video è girato con la tecnica del “claymation”, una tecnica di cut up e animazione, i pupazzi originali sono stati realizzati in maniera artigianale dai produttori.

Il video è la raffigurazione di un mondo bigotto che demonizza ciò che non conosce e fomenta l’oscurantismo – spiega il rapper – ma alla fine i “dottori merli” faranno vedere anche a Giovanardi & C. il mondo con dei colori differenti“.

Nato nella seconda metà degli anni ‘70 nel cuore pulsante del centro storico di Napoli, Speaker Cenzou (Vincenzo Artigiano all’anagrafe), assorbe e metabolizza sin da giovanissimo i suoni della sua città fondendo l’eredità del Neapolitan Power di Pino Daniele, Enzo Avitabile, Napoli Centrale e il resto di quella scena gloriosa, con gli insegnamenti provenienti dal Bronx dell’“Edutainment” (educazione più intrattenimento) di Krs One

Esordisce giovanissimo nella primissima formazione de La Famiglia e partecipa, a soli 14 anni, al  primo grande successo dei 99 posse “Curre Curre Guagliò” dando il via a una lunga serie di collaborazioni con la band.

Fra gli MC più carismatici d’Italia, inizia a farsi notare per l’energia che trasmette durante i suoi live show.

Nel 1996 arriva il suo album d’esordio “Il Bambino Cattivo” che raccoglie fortissimi consensi di vendita, pubblico e critica – fino ad essere convocato per partecipare all’album di Neffa “I Messaggeri della Dopa” come unico rappresentante napoletano.

Nel 1999 pubblica “Malastrada” ripartendo per un altro fortunatissimo tour italiano che lo vedrà esibirsi nei contesti più importanti, bissando i riscontri dell’album precedente e consacrando Speaker Cenzou come uno tra i personaggi più rappresentativi dell’olimpo dell’Hip Hop italiano.

Dopo una breve pausa di riflessione ritorna con la traccia “La Prima Regola” inclusa in “Napolizm” – primo volume della raccolta di rap napoletano pubblicata negli Stati Uniti e da luce insieme a Ekspo, Zin, 2phast e o Kiatt a Sangue Mostro – progetto nato dalle jam session che si tenevano nei primi anni ‘90 nelle strade del centro antico di Napoli trasformatesi in seguito nelle più strutturate freestyle battle Skillz Detector.

Con la prima formazione dei Sangue Mostro pubblica nel 2008 l’album “L’Urdimu Tip” mentre nel 2012 pubblica il primo mixtape ufficiale “Sodo Tape Vol. 1” dando spazio e visibilità ai rapper napoletani emergenti.

Lo stesso anno torna sul palco con i 99 Posse per il “Cattivi Guagliuni Tour 2012” prendendo parte a tutte le date del tour.

Nel 2013, dopo un cambio di formazione, i Sangue Mostro trascorrono un periodo in studio di registrazione lavorando al nuovo album “Cuo-Rap”, pubblicato nel 2014.

Nel 2014 e 2015 continua l’attività live con i Sangue Mostro e i 99 Posse e a fine 2015 Cenzou annuncia di star lavorando a diverse produzioni: il disco anniversario del ventennale del suo primo album “il Bambino Cattivo”, il secondo album di Pepp Oh – new entry della scuderia Sodo Studio – e un disco di inediti.

A sorpresa nella primavera del 2016 pubblica un singolo\video “New Slanc” nel cui video partecipa Il suo mentore Enzo Avitabile.

Tra il 2014 e il 2016 continua a produrre e a partecipare a brani di amici e colleghi della vecchia e della nuova scuola: Clementino, Francesco Paura, Esa, Rocco Hunt, Gold School, l’ex Co Sang – Ntò, il polistrumentista Daniele Sepe, Jovine e partecipando infine al progetto “Terroni Uniti” affiancandosi a buona parte della scena musicale partenopea.

A Dicembre 2017 pubblica “Ammostro” il suo libro autobiografico, che prepara il terreno all’uscita di “BC20 Director’s Cut” il disco “ponte” uscito a giugno 2018 – come Cenzou stesso lo definisce – tra tutto quello che è stato e tutto ciò che verrà. “Stay come il merlo 2030” è l’ultima hit tratta dall’album. 

Share
Share