INTERVISTA A DANI FAIV

"Fatemi divertire"

Dani Faiv, alias Daniele Ceccaroni, classe '93. Originario di La Spezia pubblica il suo primo lavoro solista, il mixtape Teoria del contrario, nel 2016 con il supporto di Kanesh e Pitto Stail. L'anno successivo conosce Jack the Smoker che diventa il suo mentore e che lo fa entrare in casa Machete, dove pubblica The waiter, il suo primo disco. Le sue ultime uscite sono stati due i singoli: Game boy color e La La La La La.

A seguire l'intervista che ci ha concesso

Che cosa ha rappresentato per te l'ingresso in Machete? Che cos'ha cambiato? Cosa ti stanno dando?

Sicuramente un approccio più professionale e di massima serietà, oltre che un senso di fratellanza. Senza contare che sono un'etichetta indipendente, quindi l'aiuto lavorativo anche nel registrare i dischi, come farli uscire, nella distribuzione etc. Insomma qualcosa che io da solo non potevo fare. Mi trovo molto bene, io ho conosciuto prima Jack che me li ha fatti conoscere e da lì è nata una stima reciproca. Sono felice di essere entrato a far parte di questa famiglia.

Nell'ultimo periodo sei passato dall'essere il rapper-cameriere al rapper-arcobaleno. Come mai?

Perchè per me l'ingresso in Machete è stata una bella vittoria. Io ascolto rap da quando ero piccolino, iniziando dal rap americano, e mi sono reso conto che Machete rappresenta una delle realtà più forti nel nostro paese, quindi quando sono stato chiamato, che avevo già pronto The waiter, mi è sembrata una cosa così bella poter lavorare con i miei idoli in maniera seria ed essere lì a fare della mia passione un lavoro, che non potevo prendermi in giro e fare il preso male. Così mi son detto "fatemi divertire". Poi mi ero anche stufato delle solite metriche e dei soliti concetti, ora mi sembra tutta una cosa più fresca.

Dei tuoi pezzi, dall'inizio della carriera ad oggi, qual è quello a cui sei più affezionato?

Direi Game boy color. Forse perchè è la traccia che ha avuto maggior successo e che mi ha permesso di fare un level up. È stata un po' la mia canzone fortunata, che spero abbia aperto un percorso ancora più importante.

Secondo te chi sono i mostri storici dell'hip-hop italiano? E gli emergenti più talentuosi?

Beh tra i mostri storici c'è sicuramente mio papà Jack The Smoker che è il pilastro. Poi stiamo parlando dei miei gusti, quindi non posso non citare Gue Pequeno che è uno che ha dimostrato fin troppo. È una macchina da guerra. Non riesco a spiegarmi come possa alla sua età tirare ancora fuori roba così di spessore e spaccare.

Tra gli emergenti ti dico Iang Riky, con cui ho fatto Latte Freestyle. E non lo dico perchè è mio socio, ma davvero è uno dei più potenti che ci sono: una roba incredibile. Che conosco poco, ma che a gusto mi piace molto, invece, c'è Ketama126. Però non trovo ancora quella cosa da dire "è arrivato quello che vuole cambiare i giochi", a parte me ahahahaha. Il problema è che sembra che ci sia sempre una tendenza da seguire.

I tuoi pezzi sono spesso dei flussi di coscienza. Hai un modo particolare in cui scrivi? Vai ad ispirazione? Insomma, come fai?

Guarda, sinceramente non ho metodo. In genere dipende da come mi voglio approcciare. Se voglio dare concetti e temi, com'è giusto che abbia un disco, ed è così che ho fatto in The Waiter, allora non ti dico che parto dal titolo, ma comunque da un idea generale per poi andare su più fronti. Così in questi casi mi chiudo in me stesso e preferisco posti come un angolo di casa dove rimango per giorni e seguo sempre la solita routine. Poi sono uno che sta proprio tanto tempo ad ascoltare la base e lì cerco le idee per quello che devo dire. Il flow, invece, è una cosa che mi viene d'istinto. Per dire, Game boy color l'ho scritta al mare in due ore. L'arte è una cosa che ti viene da dentro, è una sensazione, qualcosa che ti tocca e le melodie vengono da sè. 

Potessi fare un featuring con chiunque tu voglia nella storia della musica, a patto che non sia un rapper. Chi sceglieresti?

Ti dico Michael Jackson. Che poi io ho iniziato come ballerino e per me, lui, è un idolo. Ho anche tutti i suoi DVD. È stato un esempio quando ci stavo sotto con l'electric boogaloo, il popping, il locking e tutte quelle cose lì.

In Looper dici "non mi fermo solo alle risposte". Ce l'hai un dubbio, una domanda, che ti perseguita?

Questa è una domanda molto interessante, ma ti dovrei fare due ore di papiro. Per semplificare ti dico che mi chiedo spesso se c'è Dio e, se sì, se è buono. Ma comunque conta che te la butto sul semplice, non definitemi per questa risposta.

Potessi passare una giornata con qualcuno, chiunque al mondo, che sia vivo o morto. Con chi ti piacerebbe?

Mia madre, la vedo talmente poco…

Ormai è famosa la tua frase "Il mondo è la cosa più bella del mondo". Quali sono tre cose che ti piacciono particolarmente? E tre che proprio non sopporti?

Che mi piacciono ti dico la marijuana, la patata e la musica. Tutte e tre sullo stesso piano. Se ho l'optional di dirne una quarta, è il cibo. Che dopo la marijuana viene fame. Invece non sopporto i pregiudizi, il razzismo, che poi è una forma di pregiudizio, la violenza di ogni tipo, specie se no-sense. Quelle cose tipo snuff movie, video dove uccidono animali o persone a caso. Proprio non le capisco quelle cose. Poi odio chi commenta e chi vive dietro ai commenti.

Qual è stato l'ultimo concerto a cui sei andato da spettatore?

Asher Kuno e Ape, che erano qua vicini all'Honky Tonky di Seregno. Invece concerto proprio enorme, serissimo, l'ultimo è stato Snoop Dogg qua a Milano. Ha spaccato tutto.

Qual è il tuo film preferito?

Pulp Fiction. Tarantino è il mio regista preferito, mi sono pure tatuato la sua faccia.

Nei tuoi pezzi citi spesso vari animali, come mai? Sei appassionato? E se potessi reincarnarti in un animale, quale ti piacerebbe?

Guarda in realtà è una cosa completamente casuale, non c'è un motivo preciso. Mi piacciono, ma principalmente vengono comodi per i giochi di parole.

Mi piacerebbe reincarnarmi in un'aquila, per guardare tutto dall'alto. Gang!

 

Scopri tutte le date dei concerti di Dani Faiv sulla sua Pagina Artista

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